Virus nel reparto di oncologia: scatta l’inchiesta

Scritto da , 6 Aprile 2013
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Port-a-cath, un dispositivo biotecnologico utilizzato in regime di chemioterapia (un catetere utilizzato per l’alimentazione). Un sistema che è diventata improvvisamente letale per alcuni pazienti dell’Asl di Salerno di Materdomini. Un’inchiesta è stata avviata in seguito alle denunce presentate da alcuni pazienti, attraverso l’avvocato Antonietta Raimondi, che avvertivano problematiche di vario genere dopo il trattamento presso l’azienda sanitaria di Nocera Inferiore. Dallo scorso mese di dicembre diversi pazienti che praticavano il dispositivo Port all’Asl di Materdomini accusavano sistematicamente sintomi quali la febbre alta e brividi di freddo. Dopo aver fatto ricorso alle cure del medico di famiglie, e con l’impiego di antibiotici, i sintomi sono spariti ma solo temporaneamente. Ripreso il trattamento presso il reparto oncologico dell’Asl Salerno 2 di Materdomini, puntualmente ricompariva la febbre e tutti i problemi precedentemente accusati in precedenza dai pazienti. Un impasse dalla quale si è usciti fuori quasi casualmente quando uno dei malati che si sottoponeva al trattamento è stato costretto al ricovero d’urgenza all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Qui si è venuto a conoscenza che un’altra persona, sempre malata e in cura a Materdomini, è deceduta. Anche in questo caso si trattatava di un paziente che praticava il trattamento della chemio e, quindi, il Port. A questo punto è stata effettuata una verifica sul dispositivo e si è scoperta l’esistenza di virus che secondo una prima ricostruzione potrebbe essere la causa delle problematiche dei pazienti dell’azienda sanitaria di Materdomini. La verifica ha scatenato la reazione dei malati colpiti dalvirus. Almeno quattro le denunce presentate alla Procura della Repubblica per lesioni gravi per un’altra vicenda che ha tutti i connotati di un altro caso di malasanità. A questo punto toccherà gli inquirenti verificare quanto il battere individuato nel reparto di oncologia dell’Asl di Nocera Inferiore abbia contribuito alle problematiche di pazienti che già versavano in precarie condizioni ed erano sottoposto alla chemioterapia. Nella lente di ingradimento della Procura il personale addetto al reparto ed i medici responsabili. Azienda sanitaria di Materdomini che nei mesi scorsi era stata oggetto di discussione in seguito alla notizia della possibile chiusura. Dopo un aspro confronto si riuscì a salvare la sede di Nocera Inferiore. Ora questo nuovo caso le cui conseguenze ora sono tutte da verificare. Da rilevare che da qualche giorno la sede dell’azienda ospedaliera di Nocera Inferiore svolge attività ridotta o è addirittura chiusa al pubblico. Ma questa è un’altra storia…
Rispetto ad una vicenda che potrebbe portare alla luce nuovi tristi scenari legati alla sanità campana.

 

6 aprile 2013

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