Vincenzo Sessa: «Riproduco nel presepio napoletano gli scorci della divina Costiera»

Scritto da , 1 novembre 2018
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di Giovambattista Rescigno

Il nostro viaggio con la rubrica “C’era una volta l’antico mestiere”, continua, oggi parleremo dell’arte del presepe che in provincia di Salerno, ha ben poche botteghe, la nostra chiacchierata la intavoliamo con il signor Vincenzo Sessa, titolare della bottega del sughero a Vietri Sul Mare, dove realizza paesaggi. Pastori ed accessori per la realizzazione dei presepi. Signor Sessa a quanti anni ha iniziato a realizzare pastori e presepi? Ho iniziato a realizzare i primi presepi e primi pastori sin da bambino, stando seduto vicino a mio nonno che di professione era ramaio come il mio papà, modellando i primi pastori e realizzando le prime case in terracotta, poi sono passato al sughero, in quanto è più realistico. La passione è andata man mano alimentandosi, tanto da pensare di aprire una bottega di presepi, pastori ed accessori. Con quali materiali realizza principalmente i suoi presepi ed i suoi pastori? Io realizzo, presepi per la maggior parte in sughero, ed anche accessori, ma mi adopero anche nel restauro tenendo sempre ben presente le esigenze dei miei clienti e degli appassionati del presepio, cerco di essere sempre quando più disponibile nella realizzazione, perché, poi tutto è frutto anche della mia passione. La sua attività è rivolta principalmente al presepio napoletano? Si amo il presepe napoletano, ma vivendo qui alle porte della costiera amalfitano, cerco di realizzare presepi riproducenti i borghi e gli scorci della nostra meravigliosa costiera, per cercare di farli quanto più rassomiglianti, impiego tanto tempo, non è semplice. Per realizzare i suoi presepi ha dovuto acquisire la conoscenza del disegno e delle prospettive geometriche, o è una dote innata la sua? In vero, non basta l’estro e la passione, ci vogliono basi e conoscenze di disegno, geometria, architettura, io ho frequentato il liceo artistico, e dopo il diploma ho seguito corsi di perfezionamento, ma la mia base di partenza è stato l’essere autodidatta, e poi il perfezionamento, giunge con il lavoro e l’esperienza. La sua clientela è esigente? Sì i miei clienti sono alquanto esigenti, cercano di trovare arredi ed accessori curati nei minimi particolari, e questo avviene quando il presepe viene riposto, quindi le loro richieste sono rivolte all’ anno seguente, quindi mi devo attenere alle loro richieste, che non sono solo rivolte alle strutture, ma anche ai pastori ed agli arredi. Lei realizza i presepi in base alle richieste della clientela? Sì, io realizzo la maggior parte dei miei lavori in base alle richieste del cliente appassionato, non realizzo solo in base alla mia fantasia, il cliente, quello particolarmente appassionato richiede la cura dei particolari. Quindi debbo tener conto delle prospettive, degli spazi e delle aree da occupare. Confeziona anche gli abiti dei pastori del presepio napoletano? No la realizzazione degli abiti, la affido ad esperti del camp della sartoria e conoscitori dell’abbigliamento dell’epoca, i quali poi vestono la struttura, dopo che l’ho dipinta. La sua attività non termina con la fine delle festività natalizie? Certo, prendo qualche giorno di riposo, ma poi riparto immediatamente nella realizzazione delle nuove scene e nella preparazione dei nuovi pastori, sia in base alle richieste che mi pervengono, sia per il rimpiazzo di quanto venduto, essendo poi il mio un lavoro artigianale, le strutture, i paesaggi, le scene non sono mai identiche alle altre realizzate precedentemente. Le è mai balenata l’idea di aprire una bottega di arte presepiale, come quella dei maestri del 1400/1500? Si ho sempre desiderato aprire una bottega, come l’avevano i maestri fiorentini, l’insegnare l’arte del modellare, del realizzare, e chi sa forse un giorno riuscirò a realizzare questo mio sogno, avere ragazzi a cui tramandare quest’arte, ma con i tempi c h e corrono è difficile. Ho avuto richieste da parte di alcuni miei amici, per far si che insegnassi ai loro figli, ma ci vuole tempo, volontà, pazienza e soprattutto passione, ma nei ragazzi tutto ciò non si riunisce. La sua è un attività redditizia? Fatta con amore e tanto risparmio si riesce a sbarcare il lunario. La sua clientela è composta da locali o anche da persone che vivono anche fuori della nostra regione? La mia clientela è sia locale che di fuori regione, vengono un poco da tutta l’Italia. Si è mai messo in concorrenza con i presepiai napoletani, quelli di via S. Biagio dei Librai? No mai, sono due modi d’arte e di realizzazione diversa, una tecnica diversa, la mia bottega si chiama tutto sughero, e quindi è un arte diversa, non è quella del sacco di iuta, del gesso ecc. Il mercato orientale ha danneggiato quanto prodotto artigianalmente da lei e dai suoi colleghi? Certo i loro prodotti sono economici e non sono così perfetti, da poter deprezzare il nostro prodotto e distruggere la nostra arte presepiale, ma maggiormente la nostra tradizione, resta a noi mantenere il prodotto e l’economia, noni ce la mettiamo tutta, per mantenere alta la produzione italiana, ma mantenere il mercato sul prodotta, tocca agli acquirenti, il nostro mercato si salva se si acquista il prodotto che viene realizzato da noi, non solo in questo settore, ma di tutta la la filiera di produzione nazionale.

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