Vincenzo Aulisio trasferito al Ruggi

Scritto da , 23 Novembre 2012
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E’ stato tradotto nel reparto detentivo del “Ruggi”, Vincenzo Aulisio, il 40enne salernitano che giovedì mattina ha assassinato la madre, la 77enne Assunta Bova, freddandola con oltre 50 coltellate. L’uomo, affetto da schizofrenia bipolare, questa mattina sarà davanti al sostituto procuratore Maria Chiara Minerva per la convalida dell’arresto.  Poi sarà sottoposto ad una visita medica. Lunedì, invece, si procederà all’esame autoptico sulla salma dell’anziana massacrata nel suo letto, in un’abitazione di via Porzio, nel rione Petrosino. Una tragedia della follia, quindi, quella culminata l’altra mattina: Aulisio che era in cura presso un centro di malattie mentali, secondo gli inquirenti avrebbe agito al culmine di un raptus di follia. I rapporti con la donna erano tesi e sembra che il motivo scatenante della furia omicida sia da addebitare al continuo invito da parte della donna ad assumere medicinali: Vincenzo Auiliso temeva che la madre lo drogasse per “tenerlo buono”. Vi erano poi alterchi legati anche a motivazioni economiche e al timore che la donna inviasse dei soldi al fratello che viveva a Torino.
Vincenzo Aulisio, salernitano di 40 anni, non aveva mai accettato la morte del padre, un noto avvocato salernitano, scomparso una ventina di anni fa per un malore, mentre era allo stadio per una partita della Salernitana. All’epoca poco più che ventenne, non era riuscito a superare quel tragico episodio, destinato a segnargli l’intera esistenza. Proprio per questo diciotto anni fa, forse, aveva tentato il suicidio, lanciandosi dal sesto piano dell’abitazione dei genitori, nella quale abitava con la mamma. Si salvò grazie ai cavi per stendere la biancheria che ne attutirono la caduta.
Un evento che lui, invece, collegò, secondo gli amici più intimi, al padre che lo proteggeva dal cielo.
Vincenzo Aulisio ha vissuto tra alti e bassi, tra momenti di forte depressione ad altri di rinnovata gioia per la vita. Il rapporto conflittuale con la madre sarebbe peggiorato ulteriormente nell’ultimo periodo, diventando fonte di grande nervosismo come confermato da una telefonata che avrebbe fatto ad un amico.  La telefonata sarebbe stata interrotta dalla stessa mamma che avrebbe alzato la cornetta da un’altra stanza. Un forte stato depressivo sul quale, forse, influivano anche aspetti fisici che il ragazzo aveva tentato di superare lo scorso anno. A novembre del 2011 si era sottoposto ad un intervento di bypass gastrico che gli aveva consentito di recuperare la giusta forma ed un pizzico di serenità e nuovi rapporti interpersonali. Non era, però, forse bastato per superare la depressione. Gli ultimi mesi avrebbero fatto registrare diversi litigi con la mamma, pare che in passato ci fosse stato anche un tentativo di aggressione tanto che la donna aveva installato una porta blindata. Vincenzo, che sembra assumesse psicofarmaci, secondo un amico intimo, sarebbe stato anche in cura per sei mesi in una nota clinica romana, per ritrovare la giusta tranquillità interiore. Poi ieri mattina la tragedia, al termine dell’ennesima lite: con un coltello tascabile – ritrovato vicino al letto della vittima – ha infierito sulla povera donna, i colpi mortali probabilmente al collo. Poi il crollo e quella chiamata tra le lacrime al 112: “Correte, ho ucciso mia mamma”.

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