Villa dei Fiori, dopo il Vescovo monsignor Giuseppe Giudice anche i Sindacati esprimono solidarietà alla Casa di cura e ai lavoratori

Scritto da , 23 dicembre 2015

Ancora vicinanza, solidarietà e riconoscimenti d’eccellenza per Villa dei Fiori a seguito dei fatti dei giorni scorsi.

Dopo le commoventi parole di ieri del Vescovo della Curia vescovile di Nocera-Sarno, monsignor Giuseppe Giudice, che tra l’altro ha detto che Villa dei Fiori “rappresenta per noi la grotta di Betlemme”, scendono in campo i sindacati con una presa di posizione di CISL e UIL, i due sindacati presenti a Villa dei Fiori.

 

La CISL Funzione Pubblica di Salerno, in una lettera aperta a Villa dei Fiori, a firma del segretario generale Pietro Antonacchio, rimarca la sua “piena fiducia per le attività e per come le stesse si realizzano, nel campo e negli ambiti della riabilitazione” e che il Centro è “ struttura d’eccellenza nella pianificazione e progettazione dei piani terapeutico- riabilitativi”. “ I fatti – si legge nella lettera – non riguardano le modalità con cui si espletano le cure, ma sono circoscritti, esterni ed estranei ai percorsi riabilitativi che, di contro vengono pianificati, attuati e riconosciuti per la professionalità con cui si realizzano e per i risultati che concretizzano”.

Analoga nei toni la lettera aperta a nome della UIL provinciale Funzione Pubblica, firmata dal segretario territoriale  Antonio Malangone, dove si esprimono solidarietà e vicinanza alla Casa di Cura e ai lavoratori. “Conosciamo molto bene Villa dei Fiori – scrive la UIL –  perché è un modello e un punto di riferimento non solo regionale ma per tutto il Sud. Lo è per l’eccellenza che rappresenta nell’assistenza ai suoi pazienti, ma anche per i livelli di partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori, per l’attenzione alle attività di formazione, per gli investimenti continui nel miglioramento della struttura”. La lettera si conclude con un appello alla Casa di Cura: “La passione, l’orgoglio, la volontà di eccellenza di Villa dei Fiori e dei suoi lavoratori non devono essere minimante intaccati da comportamenti individuali a cui sono estranei. Ciò che è accaduto deve ancora di più sollecitare la struttura e chi ci lavora ad esprimere il meglio di se stessi per essere, come sono sempre stati, dalla parte dei pazienti”.

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