Viceministro di un uomo del Pdl: parte il gioco degli equilibri politici

Scritto da , 4 maggio 2013

Se un sindaco (di sinistra) diventa viceministro (di questo governo), cosa accade? La domanda è da cento milioni di dollari, come si suol dire. E vediamo il perché. A Salerno, come in ogni amministrazione locale, provinciale e regionale, la contrapposizione tra i partiti, o meglio tra le coalizioni (centrodestra e centrosinistra), è abbastanza marcata, come è giusto che sia. A Roma, il quadro, in questo momento, è completamente opposto. Il Governo, seppur di estrazione marcatamente moderata (tanto da essere accostato ad un vecchio esecutivo democristiano), vede insieme le maggiori forze politiche nazionali. Insomma Pdl e Pd. Dunque, le stesse che sui territori si danno battaglia.
E se nelle altre realtà, con molta probabilità, la dialettica o scontro politico proseguirà, qui a Salerno, ora che il primo cittadino è volato a Roma, come vice di un ministro del Pdl (Maurizio Lupi) qualcosa dovrà cambiare. «Un compromesso», un accordo, oppure una «sintesi». I termini, in questo caso, si buttano. Ma sta di fatto che Pdl e Pd dovranno dialogare anche sulle scelte strategiche di questo territorio.
Sostanzialmente, seppur verso la decadenza dalla carica di primo cittadino, De Luca avrà il controllo pieno della maggioranza a Palazzo di Città, fino alle elezioni. E non solo. Dalla sua posizione farà di tutto per far veicolare risorse verso opere infrastrutturali per il territorio e per la provincia di Salerno. Dunque, volendo o no, finché il governo Letta ci sarà e fino a quando De Luca starà lì, le posizioni dovranno cambiare. Naturalmente sia da una parte che dall’altra.
Certo siamo ancora in una fase estremamente embrionale ma già i messaggi bipartisan tracciano il corso di una nuova storia politica che fino a ieri era prettamente nazionale, oggi riguarda anche il livello territoriale.

 

4 maggio 2013

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