Via Mercanti a senso unico, una follia. Il dispositivo fa alzare la voce ai commercianti che si sentono penalizzati

Scritto da , 13 novembre 2017

Maria Francesca Troisi

«Non si può obbligare nessuno a fare un percorso diverso da quello voluto dal consumatore». Nel fine settimana Salerno si è accesa di luci, ma anche di polemiche, riguardanti il provvedimento correlato proprio all’inaugurazione delle “Luci d’Artista”, ossia il senso unico pedonale imposto nel centro storico, ideato come misura di sicurezza, in caso di panico o terrorismo. A sollevare a gran voce la questione è stato Antonio Ventre, proprietario di un negozio di biancheria intima in via Duomo, che come altri commercianti della zona e residenti, considera “comica” e ingiustificata tale iniziativa. «Avevamo letto sui giornali nei giorni scorsi di questa volontà, ma non eravamo pronti alla sorpresa che costringe i visitatori, e anche i nostri abituali clienti, a fare un giro obbligato, derivante da questo senso unico pedonale. Questo crea malcontento non solo tra noi commercianti, ma anche tra i residenti, obbligati a fare un assurdo giro per poter tornare a casa. Cosa comica è che se passano in auto, possono tranquillamente passare, e a piedi no!” tuona Antonio Ventre che in qualche modo raccoglie il pensiero anche di altri commercianti. «non si può obbligare nessuno a fare un percorso diverso da quello voluto dal consumatore. Il consumatore deve essere libero di muoversi! scherziamo? Se fa 50 metri e poi vuole tornare indietro a riguardare la vetrina che aveva appena notato o comprare una cosa che aveva appena visto, deve fare tutto il giro. Questo scoraggia il consumatore e di conseguenza penalizza di molto noi commercianti. Non viviamo nel Monopoli, ognuno è libero di muoversi come meglio crede». Ventre e altri commercianti (Gagliardi – titolare di D’Ursi abbigliamento e Noschese – abbigliamento di via Masuccio Salernitano) hanno segnalato la questione ai giornali e alle forze dell’ordine, smontando per ora l’ipotesi di una raccolta firme, nella speranza che il divieto venga abolito senza ulteriori manifesti malcontenti. «Siamo stati subissati di telefonate per questo problema – sottolinea ancora. -E a dirla tutta, onestamente, non ci sono tutti questi turisti, insomma chissà quale oceanica folla di gente, che giustifichi una così folle iniziativa…”, chiude con un ulteriore “velo” di polemica.

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