«Vi chiedo di pregare per me», la commozione di Moretti

Scritto da , 22 settembre 2018
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di Erika Noschese

«Come dice il Papa vi chiedo di pregare per me». Con queste parole, e non senza un momento di commozione, l’arcivescovo di Salerno, Monsignor Luigi Moretti conferma la sua assenza alla solenne processione, a causa delle sue precarie condizioni di salute. Proprio come accaduto lo scorso anno, dunque, l’arcivescovo di Salerno ha dovuto rinunciare ad accompagnare il santo patrono lungo le vie della città di Salerno. Presente l’amministrazione comunale di Salerno: ad indossare la fascia tricolore, come pre annunciato dal sindaco Enzo Napoli, la vice sindaco Eva Avossa: «Davvero molto bello, credo che ogni anno si rinnova questo spirito di fede, devozione ma soprattutto attaccamento alla propria città, alle proprie tradizione e al santo patrono. Quest’anno vedo in modo particolare il clima di serenità che ci fa senz’altro piacere ed io ringrazio tutti coloro che hanno collaborato ed organizzato questa bellissima festa che i salernitani attendono sempre», ha infatti dichiarato la vice sindaco nonché assessore alla Pubblica Istruzione, sottolineando come la festa per il santo patrono richiami in città persone da tutta la provincia di Salerno. «Anche questa idea del Cammino religioso che ha coinvolto altri territori è una cosa molto bella. Ma i salernitani, checché se ne dica, tengono molto al loro santo patrono – ha poi aggiunto la Avossa – Anche perchè, ricordiamocelo, ci sentiamo tutti emozionati e orgogliosi quando leggiamo “Salerno è mia e io la difendo, motivo di orgoglio per noi avere un santo patrono così importante». Dunque, sotterrata l’ascia di guerra tra istituzioni politiche e religiose, dopo le polemiche dei giorni scorsi circa l’ingresso della statua di San Matteo a Palazzo di Città, come ha sottolineato la vice sindaco Avossa: «Io credo siano state un po’ montate, non ho visto grande attrito ma anzi devo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a stemperare – se ci sono state ma non ci sono state da parte nostra – delle criticità». Un grande giorno di festa, quello di ieri, per la città di Salerno come ha poi dichiarato anche l’arcivescovo monsignor Luigi Moretti: «Si, un giorno di festa come sempre. Il problema è non essere ripetitivi, perchè ripetere sempre diventa rito, celebrare significa crescere. Stamattina (ieri per chi legge ndr) alla celebrazione della messa c’è stata molta partecipazione vera, non dobbiamo stare a contare i numeri ma come viviamo questi momenti – ha poi aggiunto Moretti – Il messaggio è riprendere il vangelo, sul serio, per quello che ci dice San Matteo». Presente anche l’amministrazione comunale, con Dante Santoro, Roberto Celano, Paky Memoli, Peppe Zitarosa, Antonio Cammarota, Paolo Ottobrini così come ha voluto omaggiare il santo patrono di Salerno anche il professore di Cava de’ Tirreni Armando Lamberti. Tra i deputati che hanno preso parte alla solenne processione anche l’onorevole di Forza Italia Enzo Fasano mentre grande assente è stato invece Piero De Luca. I santi hanno sfilato lungo le vie della città, tra i fedeli che hanno accolto San Matteo con un lungo applauso. Proprio come annunciato giorni fa da don Michele Pecoraro, nessun inchino per i santi, segno di una tradizione ormai giunta al termine. 347 03 58 510 Amici di LeCronache www.cronachesalerno.it LeCronache Grande attesa per l’arrivo di San Matteo sotto Palazzo di Città. Dinanzi l’ingresso del Comune, infatti, don Michele, sacerdote della Cattedrale, ha tenuto un momento di preghiera: «Tre giorni fa, San Matteo è entrato ed è stato un giorno intero, come a voler fare compagnia a chi, ogni giorno, si occupa della nostra città», ha infatti dichiarato don Michele, prima di collegarsi con il coro presente in Cattedrale, per allietare i fedeli. Tutto secondo programma, dunque, con la processione che ha percorso il centro storico della città prima di far ritorno in Cattedrale dove San Matteo è stato accolto da un lungo applauso da parte dei fedeli che hanno poi potuto godere dello spettacolo dei fuochi pirotecnici, organizzato dall’associazione nata proprio con l’obiettivo di raccogliere i soldi necessari. Per una giusta conclusione di una festa tanto sentita e apprezzata da salernitani e non.

«Salerno unica città con l’immagine di San Matteo raffigurata sulla vetrata»

«E’ un evento che fonde spiritualità e società. Il comune di Salerno è l’unico al mondo ad avere l’effige del santo protettore cittadino nel proprio atrio». Lo ha dichiarato il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del consueto appuntamento del venerdì con Lira Tv. Il numero uno di Palazzo Santa Lucia, come facilmente prevedibile, non ha preso parte ai festeggiamenti in occasione di San Matteo. A sostituirlo il figlio, il deputato Piero De Luca. Il governatore ha puntato l’attenzione sul momento di grande spiritualità e di riscoperta dei valori comunitari, inevitabilmente collegati al 21 settembre. Ma, a quanto pare, De Luca non ha potuto non fare un salto nel passato e ripercorrere la storia della sua città, quando a guidarla era proprio lui: «Ho tolto le vetrate degli anni ’30 e fatto collocare in vetro cattedrale l’immagine di san Matteo anche perché c’è la tradizione di portare la statua del santo nell’atrio. Questo spazio del comune è la casa di tutti i salernitani». Il governatore non nasconde gli investimenti economici del passato: «Ricordo e lo voglio ricordare anche ai più giovani che ho investito quasi venti milioni per fare i sagrati di quasi tutte le chiese di Salerno. In alcuni casi il Comune ha spostato le strade per ricavare i sagrati». De Luca snocciola qualche esempio in merito: «La chiesa di San Pietro davanti alle poste centrali. La strada passava davanti ai tre gradini della chiesa, abbiamo deviato la strada per fare il sagrato. La chiesa del Carmine aveva la porta d’ingresso che dava sulla strettoia di via Carmine, abbiamo fatto cambiare l’apertura, aperto la chiesa verso piazza San Francesco, recuperato anche lì un bel sagrato. Madonna di Fatima, Fuorni, Mariconda: i lavori sono stati diversi. A Sant’Eustachio abbiamo fatto una chiesa nuova. C’è stata una grande attenzione prosegue il governatore – da parte del Comune per le nostre chiese perché c’è una grande unità tra mondo religioso e mondo laico, com’è giusto che sia. San Matteo rappresenta un momento d’incontro per la comunità salernitana». Insomma, De Luca non dimentica. E proprio come lui non devono farlo neanche i salernitani, ragion per cui – ancora una volta – ha ripercorso le tappe più importanti della sua attività politica, come sindaco della città che, in qualche modo, gli ha dato la “gloria” e la “fama” che tanto auspicava. A conferma di ciò, un’immagine divenuta virale sul web che raffigura Vincenzo De Luca al posto di San Matteo. Ironica, sia chiaro, ma il messaggio sembra essere lo stesso “Salerno è mia, io la difendo”. Proprio come continua a fare tutt’ora, nonostante a capo della città ci sia il suo successore Enzo Napoli.

Solenne Pontificale/ «Siate punto di riferimento per le nuove generazioni»

Un’amministrazione comunale quasi al compleato ha preso parte, ieri mattina, alla Solenne Pontificale tenutasi presso la Cattedrale di Salerno. Nonostante non sia cattolico, il sindaco Enzo Napoli ha preso parte alla messa solenne, con la fascia tricolore. Presente anche il presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, il Procuratore Capo ormai in pensione , Corrado Lembo ed il suo presunto successore Leonida Primicerio. Magistratura al completo, per le celebrazioni di San Matteo ma non hanno fatto mancare la loro presenza anche il rettore dell’Università degli Studi di Salerno Aurelio Tommasetti ed alcuni parlamentari salernitani, tra cui Enzo Fasano, Piero De Luca, Gigi Casciello. A presidere la solenne celebrazione l’arcivescovo Luigi Moretti che ha lanciato un monito alle attuali generazioni: essere punto di riferimento per i giovani: «Io vorrei solo, ma solo come fatto di esempio, fermarmi su quella che è la nostra responsabilità nei confronti delle nuove generazioni per capire e ritrovare il modo per essere noi, generazioni adulte, capaci di essere riferimento, di essere esempio, di essere modello, di essere stimolo, di essere incoraggiamento delle nuove generazioni. Generazioni che vivono, lo sappiamo bene, lo smarrimento, l’incertezza, la perdita di riferimenti sicuri», ha infatti dichiarato Moretti. Prima della messa, importante incontro con Monsignor Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale Antiusura che ha celebrato la messa insieme a Moretti. Poco prima delle celebrazioni, un lungo via vai di fedeli, curiosi e turisti hanno affollato lo spiazzale antistante il Duomo. Un lungo corteo, dell’amministrazione comunale prima e della Guardia di Finanza, di cui il santo patrono della città è protettore, hanno affollato la navata della chiesa principale della città di Salerno. Nessun cenno tra il primo cittadino e Moretti: né uno sguardo, né un sorriso eppure la presenza di Enzo Napoli sembra aver sancito ufficialmente la pace tra istituzione politica e religiosa, dopo le polemiche dei giorni scorsi circa l’ingresso della statua di San Matteo a Palazzo di Città il giorno della solenne processione. Dunque, la Solenne Pontificale presieduto dall’Arcivescovo Metropolita Luigi Moretti è stata concelebrata con Monsignor Michele De Rosa, il Vescovo Emerito Gerardo Pierro, Paolo Giulietti, Vescovo ausiliario di Perugia, partito all’alba dall’Umbria, Monsignor Alberto D’Urso, proveniente da Bari, presidente delle Confederazioni anti-usura. Il Santo Evangelista è raffigurato anche nello stemma dell’Università degli Studi di Salerno. L’omaggio del Rettore Aurelio Tommasetti, presente in Cattedrale: «San Matteo è parte di noi, oggi non a caso attività didattiche e scientifiche sono sospese, gli uffici del Campus chiusi. Sul volto dei ragazzi si vede la voglia di approfondire le tradizioni. Questa è la dimostrazione più viva dell’autenticità e modernità del messaggio». Toccante l’omelia celebrata dopo la lettura del Vangelo secondo Matteo: La fede – ha esordito monsignor Moretti – non è seguire ideologie e filosofie ma è l’esperienza di un incontro dove c’è uno sguardo che parla, eloquente, lo sguardo di Gesù che incontra Matteo. C’è anche la parola “seguimi”: è sequela, oltre che accoglienza; è mettersi sulla strada di Gesù che Dio ci manda come Salvatore. Gesù si fa carico della povertà, delle contraddizioni, della schiavitù del peccato ma lo fa per rompere queste catene. Il Signore vuole condividere soprattutto grazia, cioè la possibilità di rinmovarci. Come dirà Nicodemo, per vivere di nuovo e vivere la vita come vita nuova. Questo è quello che faceva il Signore. E noi? Ecco la sfida. Noi sappiamo – e lo crediamo fermamente – che Gesù ha vinto la morte e continua ad essere il vivente, il presente nella storia, la storia della nostra vita. Questa esperienza ci può e ci deve appartenere oggi. Siamo dentro la stessa avventura. Non siamo noi che possiamo dare l’appuntamento a Lui. E’ Lui, Gesù, che ha creato le condizioni per accoglierlo, attraverso i segni sacramentali. E’ l’esperienza che ci dà la possibilità di rinascere a vita nuova. Senza eucarestia, non ci sono vita e fede cristiana. Gesù non è ricordo ma colui che condivide la storia, perché la mia insieme alla sua possano essere storie di salvezza. Io artefice insieme a Lui”. Insomma, anche quest’anno, San Matteo non ha deluso le aspettative dei fedeli. Sarrà perchè “Salerno è mia ed io la difendo”, forse la più importante testimonianza per tutti i salernitani.

La banda di Vietri sul Mare ha accompagnato la processione

Il Gran Concerto bandistico di Vietri sul Mare ha onorato della sua presenza la solenne processione di San Matteo. Guidati dal maestro Aniello Ronca, i musicisti hanno accompagnato – con la loro musica – i santi dall’uscita del Duomo, lungo tutto il centro storico fino al ritorno in Cattedrale. Un momento emozionante non solo per chi ha accompagnato, musicalmente parlando, i fedeli in un giorno così importante per i salernitani ma anche chi ha avuto il piacere e l’onore di poterli ascoltare.

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