Vertenza Ideal Standard, ecco perchè l’Inps si è opposto

Scritto da , 28 Gennaio 2016
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di Andrea Pellegrino

Nessuna urgenza e nessuna domanda di costituzione contributiva. In nove pagine di memoria, l’Inps si è opposto duramente all’accertamento tecnico preventivo richiesto dagli ex lavoratori dell’Ideal Standard di Salerno. Opposizione che è costata agli ex operai il rigetto della richiesta da parte del Tribunale del Lavoro di Salerno. E contrariamente all’Inail, l’Inps ha voluto tener strette le proprie posizioni, bocciando le richieste dei lavoratori su tutta la linea. E’ pur vero, ricostruendo la complessa vicenda Ideal Standard/Sea Park, che l’Inps all’epoca della chiusura dello stabilimento avrebbe giocato il suo ruolo. Non fosse altro che tra le contestazioni mosse a Vincenzo De Luca, nel procedimento processuale ancora in corso, si legge testualmente: «Aver sollecitato gli organi ministeriali per l’erogazione della cassa integrazione a favore dei lavoratori, senza che ve ne fossero – a giudizio della Procura – presupposti di legge». Ma questa è un’altra vicenda, anche se i guai (politici, sindacali ed imprenditoriali), a quanto pare, partirebbero tutti da lì, con la scarsa volontà oggi di arrivare alla verità, nonostante ci siano in ballo la salute di tantissime persone. Tant’è che la memoria dell’Inps di opposizione all’Atp, è chiara. «In alcun modo può avere accesso l’accertamento tecnico preventivo in materia di amianto poiché ne difettano i presupposti dal momento che l’accertamento  della cui urgenza si discute investe un manufatto utilizzato nel periodo dal 1977 al 1999 per il quale ben avrebbero potuto gli istanti chiedere l’accertamento proponendo un ordinario giudizio di cognizione sin dal 1999 ossia da oltre quindici anni», sostiene l’avvocato Agostino Di Feo, legale dell’istituto previdenziale che s’appella anche al web: «I ricorrenti non hanno fornito la prova di aver presentato domanda all’Inps per la costituzione contributiva né di aver presentato la domanda all’Inail entro 15.6.2015. E’ evidente, quindi che alcun valore può essere riconosciuto alla domanda presentata a mezzo raccomandata dal ricorrente poiché non irricevibile dall’ente che ha previsto che l’unico modo di inoltro delle domande è quello indicato attraverso l’accesso Web, il Contact Center ovvero attraverso gli intermediari, ossia i patronati». Ed, infine, a sostegno della contrarietà all’accertamento: «Nel caso di specie i ricorrenti non hanno fornito la prova di aver presentato la domanda all’Inail entro il 14.6.2005 con conseguente decadenza da ogni beneficio di legge». Peccato che su quest’ultima eccezione, carta canta. Il 3 luglio 2012 è l’Inail a scrivere agli operai per annunciare il mancato accoglimento della domanda. Istanza presentata appunto il 14 giugno del 2005. Ossia sette anni prima.

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