Velia Teatro ricomincia dalla Fabula Atellana

Scritto da , 10 Agosto 2019
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Da stasera, alle ore 21,15 con Maccus in Fabula, sino a fine agosto torna VeliaTeatro, la rassegna sulla espressione tragica e comica del teatro antico che, anche quest’anno, si svolgerà nei teatri della Fondazione Alario ad Ascea Marina.

Di Olga Chieffi

Compie ben 22 anni VeliaTeatro, che per questo XXII cartellone propone ben otto appuntamenti in un ferace confronto con diverse letture, diverse interpretazioni di grandi testi. Una occasione per riscoprire l’attualità del teatro classico, per testimoniare che la modernità ha molti secoli di storia e dimostrare che, “ nonostante tutto” siamo ancora in grado di interrogarci con spirito critico e fantasia su miti e personaggi del passato, creando scambi e confronti di esperienze e di idee in un luogo di dibattito e di apertura intergenerazionale. Questa sera, va in scena “Maccus in Fabula” una performance concepita come una lezione-spettacolo in cui gli interventi di Roberta Sandias curatrice della drammaturgia con Angelo Callipo si alternano a pezzi teatrali messi in scena da Maurizio Azzurro sulla Fabula Atellana alla quale il teatro comico tutto, a partire da Plauto è debitore. Un originale lavoro con Gennaro Di Colandrea, Antonio Elia, Valentina Elia e le musiche di Marco Sciascia, ispirato alle celeberrime maschere di Maccus, Pappus, Buccus e Dossenus realizzate in esclusiva, dopo una accurata ricerca iconografica, da Giancarlo Santelli che ha portato ad un risultato davvero esemplare. La rappresentazione si pone come fine la realizzazione di una performance ispirata alle celeberrime maschere. Consapevoli dell’impossibilità d’una ricostruzione filologica, si vuole piuttosto effettuare una ricerca, che prevede l’utilizzo delle Maschere della Fabula Atellana reinventandone la grammatica attraverso l’analisi dei materiali disponibili, sia letterari che iconografici, quali i frammenti di testo di Pomponio e Novio ed i calchi in gesso rinvenuti a Pompei nel 1749 e recentemente riscoperti ed esposti al Museo Archeologico di Napoli, al fine di ipotizzare una messa in scena quanto più verosimile a quella originale. Il progetto si articola in tre segmenti, in continuo scambio dinamico tra loro che convergono tutti nella messa in scena finale, formazione ed approfondimento dell’uso della Maschera Teatrale, accompagnata da una ricerca di una “grammatica” idonea all’ utilizzo della maschera stessa, ricostruzione e realizzazione dell’”oggetto-maschera” ed, infine, la ricerca drammaturgica. Si continuerà il 12 agosto, con “Pentesilea vs. Achille” di Francesco Randazzo, il giorno successivo con “Dyskolos” di Menandro, il 16 agosto, “Lisistrata” di Aristofane, mentre il 17 agosto, “Simposio” di Platone e il 18 agosto, “Apology of Socrates” by Plato, in inglese. Si riprenderà il 24 agosto, con  “Minotauro” di Emilio Cesta e Sandro Nardi e chiusura il 25, “Le sette voci di Elena” di Manrico Murzi, Ambasciatore Culturale Unesco.

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