Vannoni a Salerno: Stamina non si ferma

Scritto da , 18 ottobre 2013

di Marta Naddei

Negli occhi di Giovanni, Marta e Manuela e dei loro genitori c’è ancora la fiammella della speranza. Una speranza che non si è spenta nonostante il comitato tecnico-scientifico e il ministro Beatrice Lorenzin. E con quegli stessi occhi, ieri, in piazza Caduti di Brescia a Pastena, hanno guardato Davide Vannoni, lo scienziato ideatore del metodo Stamina che dinanzi ad una folla di quasi 400 persone ha lanciato un messaggio chiaro e carico di potenza: quella di e per Stamina è una battaglia che non si ferma e che passa anche per Salerno, per dare ancora una possibilità ai tanti bambini ed adulti che nel suo metodo vedono una possibilità concreta. Erano tutti sul palco i piccoli che sono il simbolo della lotta per la vita qui a Salerno: Giovanni con mamma Lina, Marta con mamma Paola e Manuela con mamma Mina. Giovanni Procentese attende di iniziare le cure dalla bellezza di sette mesi: il bimbo di quasi 10 anni è in costante pericolo di vita. «Per me – ha detto il prof Vannoni – aver incontrato Giovanni è valso tutto il viaggio. Lui mi ricorda perché sono qui e perché intendo portare avanti questa battaglia». Ha raccontato di quanti e quali miglioramenti abbiano avuto pazienti grandi e piccoli che hanno avuto la possibilità di curarsi con Stamina, ma soprattutto ha raccontato di come coloro che si sono sottoposti al trattamento non abbiano riscontrato alcun effetto collaterale, nonostante il ministro per la salute, Lorenzin abbia definito “pericoloso” il metodo con le staminali adulte messo a punto da Vannoni e la sua equipe. La stessa Lorenzin che ha sostenuto di aver preso visione delle cartelle cliniche dei pazienti e di non aver riscontrato alcun miglioramento delle loro condizioni legato a Stamina: «E’ l’ennesima menzogna» – liquida Vannoni. «Stanno dando un pessimo spettacolo, stanno uccidendo la ricerca – dice ancora – Non vogliono capire perché. Dicono che non gli interessa. La speranza che una possibilità c’è non va negata a nessuno, ma soprattutto nessuno ha il diritto di togliere una speranza. Le vittime di tutto questo sono i bambini e gli adulti.Vittime delle lobby del farmaco, di una parte della comunità scientifica e del fronte dell’eutanasia, ma noi non ci lasciamo intimidire». Una cinquantina le richieste giunte da Salerno per poter accedere alle cure con Stamina; circa 200 invece quelle arrivate da Napoli. Il tutto mentre agli Spedali Civili di Brescia è tutto fermo: lì in Lombardia sostengono di non riuscire ad affrontare la mole di lavoro a causa proprio dei pazienti di Vannoni. «Strano – spiega il professore – E’ una struttura che affronta 79.000 trattamenti l’anno e ora si perde per 136 prestazioni ambulatoriali, perché è di questo che si tratta». Altri ospedali italiani si sono interessati a Stamina, ma dal minitero è stato bloccato tutto, tanto che ora un comitato di cittadini si è mobilitato per creare un laboratorio in un paese estero (due stati vicini all’Italia, a quanto pare , hanno mostrato interesse) al fine di consentire a Stamina di produrre le cellule. Ma Vannoni non ha alcuna intenzione di mollare: «Io la battaglia la voglio proseguire e vincere qui in Italia». Grandissima è stata la risposta di Salerno, di Pastena, di tantissimi cittadini che hanno contribuito alla causa acquistando una piantina (ne sono state vendute quasi 300): tutti insieme per Giovanni, Marta, Manuela e tanti che come loro chiedono solo una speranza.

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