Valiante: «Il Ruggi rischia il collasso»

Scritto da , 5 dicembre 2012

 «Una situazione difficile e complicata», così il consigliere regionale Gianfranco Valiante giudica le condizioni del Ruggi dopo l’incontro avuto ieri con il manager Lenzi al quale ha partecipato anche la collega del Pd Anna Petrone e del Pdl Eva Longo.
«Siamo arrivati ad un punto di non ritorno – continua Valiante – non si può andare avanti così».
Ieri i due rappresentanti regionali sono andati a visitare il reparto di neurologia e sono rimasti basiti davanti alla situazione che si sono trovati davanti. Il problema principale è la carenza di infermieri. Un dato che non riguarda solamente il reparto preso in esame dove lavorano venti infermieri ma ne occorerrebero almeno altri sette. «Devo dare atto – ha detto Valiante – che c’è la massima attenzione per il paziente e che si tratta di un reparto di eccellenza. Ma è altrettanto vero che gli infermieri sono stressatissimi perchè sono costretti a fare turni impossibili».
Eppure si tratta di un reparto delicato che offre anche esami medici all’avanguardia, unici in tutto il territorio salernitano.
Il problema però è ben più generale. «Negli ultimi tre anni – spiega infatti Valiante – sono andate via 193 persone e non sono state sostituite. Adesso ci dovrebbe essere lo sblocco del turn over, ma si tratta di una goccia nell’oceano. Dovrebbero arrivare, infatti, 49 persone di cui 18 infermieri per tutti gli ospedali della provincia. Una cosa davvero risibile».
Insomma, il Ruggi rischia il collasso da un momento all’altro se non si trovano al più presto delle soluzioni. Una situazione il cui colpevole, per Gianfranco Valiante, ha un nome e cognome: Stefano Caldoro. «Paghiamo l’immobilismo del commissario – dice – che non ha mai dato attuazione al decreto 49. Di conseguenza mancano le risorse umane, strumentali e finanziarie».
La richiesta che i due consiglieri regionali hanno rivolto alla manager Lenzi è stata quella di verificate se è possibile procedere a fare delle assunzioni a tempo determinato. Se la risposta non dovesse essere positiva i consiglieri sono pronti «ad attivarci subito in Regione».
Insomma è chiaro che la situazione non può più andare avanti così anche perchè a farne le spese sono soprattutto le eccellenze della sanità

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