Usura, Sos impresa:«la denuncia è l’arma nelle mani delle vittime»

Scritto da , 27 ottobre 2017

Saranno sentiti nelle prossime ore gli arrestati nella giornata di mercoledì ad Agropoli con l’acusa di furto, usura e ricettazione. Il Gip ha disposto la custodia in carcere di Bruno Marotta di 41 anni di Agropoli; Romeo Santomauro di 56 anni residente a Capaccio Paestum, Fiore Marotta di 41 anni di Agropoli; del 69enne Antonio Del Giudice di Maddaloni; del marocchino Njat Riadi di 53 anni. Per altre 7 persone sono stati disposti gli arresti domiciliari Si tratta di Anna Cerasuolo di 44 anni di Padula; Inna Akimova di 41 anni di origini russe; Angelica Marotta, 24 anni di Polla; Filomena Marotta 24 anni di Polla, Isabella Marotta 43 anni di Agropoli Silvana Marotta di 34 anni. Di Eboli è la 21enne Isabella Petrillo. Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno individuato due distinti gruppi operativi. Uno facente capo ad Anna Cesarulo e Bruno Marotta e l’altro a Fiore Marotta. Infine, cinque soggetti identificati hanno solo l’obbligo di firma. «Denunciare sempre, perché le vittime di usura non sono sole». Sugli arresti operati dalla Guardia di Finanza nel Cilento è intervenuto Tommaso Battaglini, presidente di Sos Impresa Salerno. «Abbiamo seguito da vicino il filone investigativo fornendo assistenza legale ad alcune vittime degli strozzini – sottolinea Battaglini – il risultato raggiunto dalle forze dell’ordine è la prova per cui la denuncia è l’arma in più nelle mani di chi finisce, suo malgrado, nel baratro degli strozzini e che dalla denuncia la vittima non è sola, ma ha il sostegno e l’appoggio della nostra associazione e degli organismi interessati, a vario titolo, impegnati sul versante investigativo e giudiziario». L’appello del presidente è chiaro: «Non abbiate timore a denunciare, abbiamo un numero verde attivo sempre a disposizione di chiunque voglia essere ascoltato, di chiunque abbia bisogno di una mano tesa per uscire dalla spirale dei cravattari». La rete orizzontale di SOS Impresa e Confesercenti si è estesa molto nell’ultimo anno attraverso l’apertura di nuovi avamposti di legalità. «Abbiamo siglato diversi protocolli di intesa con altrettanti Comuni salernitani, tra i quali Angri e Cava de’ Tirreni – spiega Battaglini – adesioni che vanno ad aggiungersi alle città nelle quali in precedenza abbiamo insediato un nostro presidio, e cioè Mercato S. Severino, Eboli, Battipaglia e Unione dei Comuni dell’Alto Cilento. Altri sportelli antiracket e antiusura saranno inaugurati a breve in altre località della provincia, per avere una presenza sempre più efficace e capillare sul nostro territorio, dove continueremo a svolgere il nostro ruolo, nel segno della prevenzione e del contrasto a tali fenomeni». Qualche dato sull’attività di sostegno alle vittime di usura viene snocciolata dal coordinatore provinciale Antonio Picarella: «L’Associazione in questi ultimi anni si è costituita parte civile al fianco delle vittime in più di venti processi penali, alcuni dei quali sono stati già definiti con sentenze di condanna confermate anche in appello e dinanzi alla Corte di Cassazione. Fondamentale è il ruolo della denuncia da parte della vittima per accedere al fondo di solidarietà e ottenere la sospensione dei termini di esecuzione».

Mario Marrone

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