Usura ed estorsione: il Gip non convalida il fermo del direttore di banca

Scritto da , 6 Aprile 2013
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Il gip del Tribunale di Salerno, Sergio De Luca, ha deciso di non convalidare i fermi di indiziato di delitto nei confronti delle tre persone accusate di usura, riciclaggio ed estorsione ai danni di numerosi imprenditore della Valle dell’Irno e dell’agro di Solofra. Tra le persone rimesse in libertà c’è anche l’ex direttore della filiale di San Severino della Bcc di Fisciano, Matteo Romano, il quale già ieri durante l’interrogatorio davanti al giudice De Luca s’era detto totalmente estraneo ai fatti contestati, linea ribadita anche dal suo difensore, l’avvocato Silverio Sica.

 

Il gip del Tribunale non sono non ha convalidato i fermi, respingendo la richiesta di detenzione in carcere formulata dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia, ma non ha emesso nessun altro provvedimento nei confronti dei tre indagati, che ora sono a piede libero. Secondo le accuse, l’ex direttore della Bcc Matteo Romano era insieme ad Antonio De Maio componente di un sodalizio guidato da Rocco Ravallese.

I tre avrebbero avvicinato imprenditori in difficoltà promettendo loro aiuto, erogando la metà di assegni post-datati e spingendoli ad aprire conti presso la Bcc di Fisciano. Conti che sarebbero stati gestiti dall’organizzazione, con la complicità di alcuni cassieri, senza che i titolari potessero disporne.

Anzi, avrebbero perfino subito tassi di interesse fino al 4000% annuo. Un impianto accusatorio che dopo la mancata convalida dei fermi sembra vacillare. Ora s’attende la reazione del pm della Dda, che potrebbe fare appello sulla base di altri e nuovi elementi.

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