Usura a Cava, tutti a processo

Scritto da , 28 novembre 2017

Pina Ferro

Droga, usura pluriaggravata, estorsioni continuate aggravate dal metodo mafioso ed intestazione fittizia dei beni. Con queste accuse sono stati rinviati a giudizio Dante Zullo, il figlio Vincenzo Zullo e Vincenzo Porpora, tuttidi Cava de’Tirreni. I tre erano finiti in manette lo scorso mese di maggio. Ad ammanettarli furono gli agenti della squadra mobile della questura di Salerno ed i carabinieri del reparto territoriale di Nocera inferiore in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Salerno. Padre figlio e Porpora compariranno dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno il prossimo 30 gennaio quando avrà inizio il processo. L’operazione dello scorso mese di maggio giunse a conclusione di una attività investigativa avviata nel 2015. Nel corso del blitz gli investigatori sottoposero a sequestro due società di Cava de’Tirreni del settore dei trasporti privati e del noleggio e vendita di autovetture, inoltre, furono eseguite perquisizioni nei confronti di altri quattro indagati di cui tre provenienti dal’area di Scafati – Castellamare di Stabia, attualmente coinvolti nell’attività di usura e in un caso nel delitto di riciclaggio anche loro a processo. Oltre una decina le vittime di usura che furono identificate.Le indagini condotte dalla Mobile di Salerno e dal reparto territoriale dei Carabinieri di Nocera Inferiore e coordinate dalla Procura Distrettuale Anitmafia di Salerno hanno consentito di documentare la presenza e l’operatività di un gruppo facente capo a Dante Zullo, già condannato in passato per partecipazione ad associazione mafiosa, coadiuvato dal figlio Vincenzo Zullo, sottoposto fino a pochi anni fa alla misura della sorveglianza speciale e da Vincenzo Porpora che nonostante fosse ai domiciliari ha continuato a commettere delitti. Secondo l’impianto accusatorio in ben due casi Dante Zullo facendo leva sul suo riconosciuto spessore criminale è riuscito a coinvolgere nella propria organizzazione persone che da vittime si sono trasformati in parte attiva dei delitti posti in essere. È accusato di usura invece Vincenzo Porpora: l’indagine era partita da una pescheria di Cava dei Tirreni, il cui titolare aveva avuto dei problemi economici ed aveva chiesto €6800 in prestito, ma poi per questo prestito Porpora gli aveva chiesto interessi per quasi €4000.

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