Urgono rinforzi, adesso o mai più

Scritto da , 30 gennaio 2017

di Enzo Sica

VERONA. Solo tanta buona volontà, encomiabile in alcuni momenti della gara, ma il Bentegodi di Verona resta ancora tabù per la Salernitana. Il ritorno dopo oltre cinque anni nello stadio scaligero non ha portato ancora una volta fortuna ad una squadra granata che solo nel secondo tempo, con un palo colpito da Ronaldo e altre due buone occasioni sprecate (una clamorosa da Della Rocca) poteva rimettersi in carreggiata. Ma non è andata così ed i gialloblu hanno potuto festeggiare il primo posto solitario in classifica chiudendo con lo stesso risultato della gara play off promozione di quell’ormai lontano 18 giugno del 2011. Un 2 a 0 con i sigilli di Pazzini e Luppi, reti realizzate nel primo e poi nel secondo tempo. Resta ancora la maledizione di lasciare punti importanti nello stadio degli odiati rivali veronesi. Ma certamente l’approccio alla gara contro il Verona non è stato dei migliori. Forse anche quel minimo di sudditanza psicologica che i granata hanno patito dall’inizio e forse anche qualche cambio, alla fine, che poteva essere effettuato da Alberto Bollini anche prima proprio per cercare di trovare quel gol importante che poteva, magari, cambiare l’andamento della gara. Bisogna anche ricordare che di fronte i granata avevano il Verona, squadra tetragona che ha lasciato davvero poco agli avversari salernitani. Eppure il primo gol è arrivato su un bel cross di Pisano e una incornata di testa di quel grande calciatore che è Pazzini. Poi è chiaro che i veronesi hanno potuto giocare gestendo la gara come volevano e concedendo pochissimo spazio alla Salernitana. Perché se tu concedi ad avversari importanti come la capolista quelle due, tre occasioni da reti puntualmente, poi, puoi essere punito. Come è accaduto ieri senza dare la croce addosso a nessun difensore. Ma quello che vien fuori dalla quarta sconfitta dell’era Bollini, un allenatore che finora non ha mai pareggiato da quando guida i granata (solo tre vittorie) è soprattutto la consapevolezza che questa squadra camaleontica (il tecnico ha cambiato modulo soprattutto nella parte finale quando ha schierato ben quattro punte cercando di trovare un insperato pareggio) se la può giocare con tutte le altre compagini della cadetteria. Forse qualche appunto gli verrà mosso per non aver messo in campo subito Donnarumma, magari al posto di un Rosina impalpabile che non è stato il solito trascinatore. Ma va anche detto che l’ex Catania era reduce da un infortunio che ne hanno frenato la prestazione. Fermo restando, comunque, che le scelte del tecnico vanno rispettate perché è lui che vede i calciatori nel corso della settimana, agli allenamenti, va anche puntualizzato come questa finestra di calciomercato senza ombra di dubbio porterà a Salerno, in questi ultimi due giorni, qualche pedina importante. Lo ha fatto chiaramente capire anche Bollini al termine della gara contro il Verona puntualizzando come le altre squadre di B si stanno rinforzando. E’ la Salernitana? Non è certamente ferma al palo. Bollini ha parlato con la società ed avrà chiesto qualche calciatore che gli servirà. La palla passa ora al direttore Fabiani che ha preso già contatti con alcune società e in qualche reparto (soprattutto centrocampo e difesa) ci saranno deli arrivi. Come potrebbero esserci delle partenze visto che la rosa dovrà essere anche i parte sfoltita. Per ora si torna a casa senza punti, ancora lontani dalla zona play off, nel gruppone delle squadre di centroclassifica. Con la sofferenza e la rabbia dei circa 1000 tifosi che si sono recati a Verona che si aspettavano, magari, quel che avrebbe reso loro felici il lungo viaggio di ritorno. Non è stato così ma siamo convinti che con qualche ritocco in più la squadra granata ritroverà subito la strada maestra per risalire la china. Ed anche le belle parole del tecnico Pecchia a fine gara per questa Salernitana la dicono lunga suoi margini di miglioramento che i granata potranno avere nelle prossime partite di questo affascinante campionato di serie B.

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