Uno sparo avvolto dal mistero; ferito 22enne di Mariconda

Scritto da , 1 novembre 2014

di Marta Naddei Un colpo solo al fianco. La pallottola che attraversa il corpo e si ferma a pochi millimetri dalla colonna vertebrale. È ancora senza un perché l’aggressione ai danni di un 22enne – incensurato e residente nel vicino quartiere di Mariconda – a cui, nella serata di venerdì, ignoti hanno sparato. Tutto è avvenuto in pochissimi minuti tra via Emanuele Nuzzo e via Rocco Cocchia, palcoscenico di una scena quasi surreale. Le poche persone che si trovavano in strada a quell’ora hanno visto sbucare il giovane dalla traversa, mentre tentava di dirigersi verso il vicino distributore di carburante. Ed è stato proprio nella stazione della Q8 che il 22enne è riuscito a trovare soccorso in un automobilista intento nelle operazioni di rifornimento della propria vettura. L’uomo, resosi conto delle condizioni del giovane – che perdeva molto sangue dal fianco – non ha esitato a caricarlo sulla sua Smart ed a partire a tutta velocità in direzione del nosocomio cittadino. E’ al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona che ora il giovane si trova ricoverato dopo essere stato preso in carico dai sanitari del reparto di Chirurgia d’urgenza. In un primo momento, si pensava che il proiettile avesse danneggiato la colonna vertebrale dal momento che, lo stesso 22enne, lamentava una mancanza di sensibilità agli arti inferiori, ma a quanto pare la pallottola si sarebbe fermata prima. Ancora poco chiara la dinamica dei fatti: al momento, la sparatoria non avrebbe alcun movente. Stupisce anche il fatto che, nonostante non fosse tarda sera, nessuno in zona abbia visto né sentito nulla. Lo stesso soccorritore, tornato alla propria abitazione dopo aver trasportato il giovane in ospedale e rintracciato solo in un secondo momento dagli inquirenti, avrebbe sostenuto di non aver avuto contezza di quanto accaduto e di aver soltanto pensato a prendersi cura del 22enne ferito. Le condizioni del giovane sono gravi ma non destano preoccupazione per la sua vita. Sull’episodio sono ora al lavoro gli agenti della Squadra mobile della Questura di Salerno, diretti dal vicequestore Claudio De Salvo che stanno tentando di ricostruire la vicenda, attorno alla quale vige il massimo riserbo.

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