Università – “Ruggi”, è fine dell’idillio La Facoltà di Medicina si perde tra la politica

Scritto da , 10 luglio 2018
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Andrea Pellegrino

Far finta che l’università non esista all’interno del “Ruggi d’Aragona” di Salerno. Il messaggio che passa da qualche tempo pare che sia questo. Non fosse altro che tra Ateneo e Regione Campania da un po’ non corre buon sangue. “Colpa”, probabilmente, delle aspirazioni politiche del rettore Aurelio Tommasetti, troppo vicino a Forza Italia, troppo lontano da Vincenzo De Luca. L’ultimo atto sarebbe arrivato con il veto su Iervolino, che avrebbe dovuto sostituire Nicola Cantone, improvvisamente defenestrato dal ruolo di manager. Il no di Tommasetti ha fatto ripiegare il governatore su Longo, per poi riportare il primo alla guida dell’Asl di Salerno, dopo un’ulteriore rimozione eccellente: quella di Antonio Giordano. Ma nel gioco degli equilibri politici pare che a farne le spese sia la facoltà di medicina e la stessa azienda universitaria ospedaliera di via San Leonardo. Eppure fino a qualche anno fa il riconoscimento pareva essere la battaglia della vita di De Luca &C, e di conseguenza la piena integrazione con l’Unisa, per poi perdersi proprio quando l’ex sindaco di Salerno è salito a Palazzo Santa Lucia. Vecchi ricordi quelli delle battaglie dell’allora rettore Raimondo Pasquino – nella piena solitudine istituzionale e sostenuto solo da una parte del movimento sindacale, ed in particolare la Cisl – che cercò di smuovere mari e monti per l’ambito riconoscimento. Ed ora? Si torna all’anno zero, con l’unica aggiunta della dicitura alla denominazione del “Ruggi d’Aragona” di azienda ospedaliera universitaria. Non va meglio nei collegati al «Ruggi». Dal Da Procida fino al “Fucito” di San Severino, passando per l’unico plesso della Costiera Amalfitana, l’azione di rilancio è rimasta solo sull’atto aziendale. Lo stesso che ha sdoppiato il reparto di cardiochirurgia piazzando in uno, come primario, Enrico Coscioni, che vanta anche l’incarico di consigliere politico del presidente De Luca, con delega proprio alla sanità. Incarico che, nonostante il primariato, mantiene tranquillamente. Al «Fucito» di Mercato San Severino, ad esempio, il depotenziamento ha portato ricadute negative perfino alla struttura ospedaliera di Nocera Inferiore, che è di competenza dell’Asl. Il «Santa Maria dell’Olmo», invece, altra struttura collegata al «Ruggi d’Aragona» rischia una morte lenta, se non interverranno scelte coraggiose da parte dei vertici aziendali e politici.

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