Università, ”Gambe corte del plagio letterario”, interrogazione parlamentare di Gigi Casciello

Scritto da , 1 Maggio 2021
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Un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Università e della Cultura sull’ormai endemico sistema del “copia e incolla” riscontrato nelle tesi di laurea nonché nelle tesi di dottorato di ricerca in vari Atenei italiani. L’ha presentata Gigi Casciello, Deputato di Forza Italia, componente della Commissione cultura alla Camera e tra i fondatori di Voce Libera. “I casi sembravano circoscritti a pochi, per quanto deprecabili, incidenti di percorso, invece il sistema del “copia e incolla” si sta affermando sempre più nelle Università italiane – spiega l’onorevole Casciello – Il titolo accademico, di laurea o dottorato di ricerca, avvalendosi indebitamente dell’opera dell’ingegno altrui, viene poi utilizzato per il conseguimento di incarichi di prestigio a discapito di studiosi sicuramente più meritevoli”. L’interrogazione riporta il caso di una tesi di Dottorato sull’archeologia dell’isola d’Elba: “Tale tesi, discussa presso l’Università di Foggia, pur contando oltre 100 duplicazioni di brani tratti da 30 autori senza citazione né virgolettato, ha superato inspiegabilmente il controllo del Tutor e degli altri docenti incaricati – continua l’onorevole Casciello – Successivamente, con la quasi totalità del suo contenuto, è diventato addirittura un libro in vendita al “modico” prezzo di 70 euro. Il dilagante metodo del “copia e incolla” potrebbe offrire un’immagine distorta della cultura italiana nel mondo, creando un danno ancor più deleterio di quello arrecato dai singoli impostori”. Casciello fa presente “l’importanza di intervenire prima possibile per interrompere il reato di plagio attraverso autonomi provvedimenti, escludendo dalle mansioni i docenti/responsabili che stanno dimostrando un’inaccettabile inosservanza delle norme di cui dovrebbero essere garanti”. Di qui la richiesta ai ministri competenti “affinché assumano quanto prima gli opportuni provvedimenti per interrompere un siffatto malcostume, impedendo al contempo che i più meritevoli possano essere prevaricati da “studiosi” di tal genere”.

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