«Universiadi, non Deluchiadi» Tommasetti, il saluto “pepato”

Scritto da , 23 Luglio 2019
image_pdfimage_print

di Giovanna Naddeo 

«Grazie, grazie agli atleti della nostra università, grazie ai 93 volontari e grazie a tutti coloro che in questi tre anni e mezzo hanno lavorato alacremente affinché l’Universiade 2019 fosse un successo nei nostri campus. L’impegno di Unisa è stato massiccio e oggi siamo qui a raccontarlo e festeggiarlo». E’ un fiume in piena il rettore Aurelio Tommasetti durante la cerimonia per rendere omaggio agli studenti Unisa protagonisti della trentesima olimpiade universitaria. Ad evento chiuso il rettore traccia il bilancio. Partendo anche dai mancati inviti ad alcune cerimonie ufficiali: «Si chiamano Universiadi, non regionaliadi, comunaliadi o deluchiadi e forse una maggiore partecipazione dell’Università era obbligatoria». Nella mattinata di ieri, presso la terrazza del Circolo Canottieri Irno, l’Ateneo ha voluto ringraziare gli atleti che dal 3 al 14 luglio scorsi sono stati impegnati nelle diverse discipline sportive firmate Universiade 2019, nonché la macchina organizzativa dei volontari. Per loro, la consegna delle pergamene di congratulazioni e, ai due atleti Mario Del Basso ed Eduardo Campopiano (campioni della pallanuoto e medaglie d’oro del Settebello), il sigillo universitario a nome dell’Ateneo “per aver portato in alto il nome dello sport universitario e dell’Università di Salerno”. Dopo i saluti di apertura del vicepresidente allo sport del circolo canottieri, Giovanna Tortorella, e del delegato Coni Salerno, Paola Berardino, al rettore il compito di ripercorrere la storia dell’impegno per l’Universiade 2019. «Prima ancora dell’assegnazione della manifestazione alla Campania, Oleg Matytsin venne a visitare la nostra università e apprezzò molto le strutture universitarie e sportive, strutture che successivamente hanno ricevuto proprio dalla Fisu il massimo del punteggio valutativo» ha affermato il rettore. «Da allora abbiamo progettato, con risorse interne e con programmazione costante, tutti gli interventi da realizzare per ospitare la scherma, uno sport che ha sempre dato lustro alla nostra terra e, ad oggi, posso dire che ha dato lustro anche all’Universiade». Il rettore ha poi ricordato gli interventi infrastrutturali realizzati: «Abbiamo investito 5 milioni di euro, in aggiunta al finanziamento ricevuto dall’Aru.Itre PalaUnisa di Baronissi e quelli potenziati al campus di Fisciano sono una vera eredità, a disposizione degli studenti e del territorio dello sport. Per non parlare del successo di pubblico registrato durate la manifestazione sportiva, in particolar modo nell’ultima giornata di scherma: il PalaUnisa A sembrava un piccolo Maracanã!». Successivamente, la parola è passata al delegato all’organizzazione dell’Universiade 2019 per Unisa, Luciano Feo: Abbiamo lavorato per garantire la migliore organizzazione degli studenti presso le residenze, così come abbiamo lavorato per creare un’opportunità formativa per i nostri studenti». A sottolineare l’importante ruolo svolto dai volontari nell’architettura dell ‘ o l i m p i a d e universitaria, il delegato al Placement di Ateneo, Francesco Colace. «I volontari, elemento di collegamento con il territorio. Abbiamo selezionato i migliori e le delegazioni si sono complimentate con noi per il loro lavoro».

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->