Unisa terza in Italia per accesso alle scuole di specializzazione di medicina

Scritto da , 20 Luglio 2019
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di Giovanna Naddeo

Nuovo traguardo per l’università di Salerno: gli studenti di medicina sono tra i più preparati d’Italia. A rivelarlo è lo studio condotto dall’associazione Liberi Specializzandi condotto su 42 atenei della penisola. Prendendo in esame la recente prova sostenuta dai laureati per l’ingresso nelle scuole di specializzazione in medicina, l’associazione ha stilato una classifica basata sul voto medio dei candidati a livello nazionale. Dalla classifica emerge che i voti più alti sono stati conseguiti dai giovani candidati delle università del nord dell’Italia; al sud, invece, si trovano la maggior parte degli atenei i cui allievi hanno avuto voti più bassi della media.Unica eccezione tra le realtà meridionali è l’Università di Salerno. Con un punteggio del 94.02 (contro l’87.50 della media nazionale), gli studenti Unisa sono al terzo posto in Italia in termini di migliore performance ai test di accesso alle scuole di specializzazione di area medica. Prima di Unisa in ordine di classifica ci sono due università statali (Udine e Milano-Bicocca) e tre private (Vita-Salute del San Raffaele di Milano, Campus Biomedico e Università Cattolica Sacro Cuore di Roma). La ricerca dell’Associazione Liberi specializzandi si basa sull’analisi delle votazioni, incrociando i punteggi pubblicati nella graduatoria generale dell’esame e i luoghi di laurea dei candidati, che sono disponibili negli albi degli ordini dei medici. “Si rinnova il successo dei nostri studenti di medicina” dichiara il rettore Aurelio Tommasetti, all’indomani della cerimonia di Unisa premia il merito. “In questa classifica siamo tra le prime tre università statati d’Italia, e gli atenei che ci precedono sono tutti collocati al centronord. Questo dato fa il matching con quello relativo alle Scuole di specializzazione di area medica, per le quali il numero di borse di studio riconosciute a livello ministeriale e regionale alla nostra Università è cresciuto del 30%, passando da 45 dell’anno accademico 2017/18 a 58 del 2018/19, a testimonianza della crescita di un progetto ritenuto valido e di qualità”.

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