Una vittoria dedicata ai soliti noti

Scritto da , 21 maggio 2013
Le mani sulla Coppa di seconda divisione dopo il perentorio 0-3 di Busto. La <corazzata> Salernitana, dopo aver <asfaltato> i bustocchi in casa loro, è ad un passo dalla conquista del trofeo.  I granata hanno seguito alla lettera i dettami del proprio allenatore e non hanno fallito l’obiettivo-vittoria. Perrone, dobbiamo dirlo, è stato facile profeta. Ha studiato qualche gara in dvd della Pro Patria e pur avendo identificato qualche pericolo in fase offensiva (ma i padroni di casa non hanno mai tirato in porta) ha chiesto ai suoi ragazzi solo massima concentrazione. Nessun calo di tensione, dunque, tanta grinta ed il resto lo hanno fatto sia Matteo Guazzo, con due gol che il brasiliano Gustavo. Alla base di questo successo, l’ennesimo fuori casa, c’è comunque tutto il gruppo e la buona tenuta fisica. Non si vince  nettamente su un campo sempre difficile quale è lo<Speroni>  di Busto se non si fa un bel gioco e soprattutto concedendo poco, anzi nulla, agli avversari in fase offensiva. Il merito di ciò? Certamente dei calciatori ma anche allo staff tecnico che ha sempre creduto nelle potenzialità di questa squadra ed anche di vincere questo trofeo. Anche quando le <profezie> dei soliti noti andavano in tutt’altra direzione. Infatti si è cercato di destabilizzare (ma perchè?) una grande stagione che si sta concludendo ed anche quella della vittoria nel torneo di D solo per il gusto di…parlare.  Ed erano in tanti, supponiamo, ad aspettarsi una battuta d’arresto della squadra per poter mettere Perrone (vedi sconfitta di Teramo…) sul banco degli accusati. E’ lui il bersaglio di certi personaggi che si definiscono <tifosi>, ma non lo sono. Non avendo argomentazioni valide visto che l’allenatore e la squadra sono vincenti, si dilettano a fare i pronostici sul futuro allenatore in prima divisione non rispettando un tecnico che è entrato nella storia della Salernitana per quello che sta facendo e per quello che ha già fatto.
Ma di certe cose è meglio parlarne alla fine di questo mese di maggio, quando la proprietà granata si siederà al tavolo con Carlo Perrone e non potrà, crediamo, non tener conto di quello che questo allenatore sta facendo riconfermandolo. Quello che è certo, ora, è che la Salernitana è ad un passo anche della conquista del primo, prestigioso trofeo della sua storia quasi centenaria. La gara di Busto, che ha riportato in squadra calciatori esperti come capitan Montervino, Mancini oltre naturalmente a Molinari che è il <deus ex machina> della difesa, ha ridato quella grinta all’intera squadra che era mancata (ma solo per sfortuna) nell’ultima giornata di campionato e che è stata ritrovata proprio nella gara di andata, ultima trasferta della stagione, contro la Pro Patria.
Ora si aspetta la gara di ritorno, all’Arechi sabato prossimo. Ci sarà una bella cornice di pubblico, crediamo, anche se si giocherà in un orario (ore 17) che non permetterà a moltissimi tifosi di poter essere presente sugli spalti. Perrone spera che la bella prova della gara di andata possa ripetersi per poter alzare un trofeo che tuttii aspettano e chiudere alla grande una stagione irripetibile. 
Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->