Una Salernitana malata di pareggite: nel 2016 una gara su due è finita “X”

Scritto da , 28 ottobre 2016
sannino

di Marco De Martino

SALERNO. C’era una volta la Salernitana fi Giancarlo Ansaloni che, con ben 22 pareggi su 38 partite nella stagione 1990/91 finì a soli sei punti dalla promozione in serie A posizionandosi però in quart’ultima posizione con altre quattro squadre, un piazzamento che la condannò allo spareggio prima ed alla retrocessione in serie C1 poi. Altri tempi, altro calcio, quello dei due punti a vittoria. Quei 22 pareggi, spesso accolti con soddisfazione, alla fine si rivelarono la condanna a morte di quella compagine. Oggi, poco più di un quarto di secolo dopo, la pareggite è tornata a colpire la Salernitana. Manco fosse un virus di stagione, nell’anno solare 2016 il più salomonico dei risultati è stato quello più gettonato dai granata. Sulle trentadue gare disputate quest’anno, dal derby di gennaio ad Avellino al match di Ascoli di martedì scorso, la Salernitana ha infatti collezionato qualcosa come sedici pareggi. Una gara su due, in pratica, è terminata con il segno X. Nella passata stagione, quando alla guida della Salernitana si sono alternati Torrente e Menichini, si sono registrati undici pareggi in ventuno partite. In questa stagione Beppe Sannino ha mantenuto la media, collezionando sei pareggi nelle undici gare disputate finora. La Salernitana, insomma, ha vinto soltanto sette partite su trentadue nel 2016, escludendo naturalmente le due vittorie conquistate nei play out contro la Virtus Lanciano. Nove, invece, le battute d’arresto totali. Una media non proprio felice, che, se mantenuta, non garantirebbe la salvezza aritmetica ed escluderebbe la Salernitana da qualsiasi velleità di qualificazione ai play off. Una statistica che sicuramente non farà felice Claudio Lotito, che ha sempre chiesto i tre punti alle proprie squadre, ma che invece potrebbe trovare d’accordo Sannino. «Se non puoi vincere, quantomeno non devi perdere», è il concetto ripetuto diverse volte dal tecnico di Ottaviano e che è stato inculcato anche ai propri calciatori (vedi Terracciano). Una filosofia non proprio consona al calcio attuale, quello dei tre punti per intenderci, e di una tifoseria, quella granata, che è sempre stata amante di un calcio propositivo ed offensivo. Ma tant’è…

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