Una donna alla testa della Filarmonica Salernitana

Scritto da , 29 aprile 2016

Questa sera il primo violino sarà la cilentana Daniela Cammarano, la pupilla del grande Luigi Maestri

 

Di Olga Chieffi

Il nero del teatro che intende raccontare il regista Riccardo Canessa, attraverso le forti personalità delle tre donne protagoniste di Cavalleria Rusticana e Pagliacci, sposerà lo sguardo mediterraneo, fiero e dolce di Daniela Cammarano, il nuovo Concertmeister dell’Orchestra Filarmonica “G.Verdi”. Figlia d’arte di papà Enzo, docente del nostro conservatorio, clarinettista, direttore d’orchestra, ma per tutti, il M° Cammarano alla testa delle massime formazioni bandistiche del nostro Sud, è stata la pupilla del M° Gigino Maestri, con il quale si è diplomata con il cum laude lode presso il Conservatorio di musica “G.Verdi” di Milano, carriera internazionale da solista e in formazione da camera, ha suonato con la Filarmonica del Conservatorio di Milano, con la Sinfonica Siciliana, con l’Orchestra del teatro Lirico di Cagliari e dell’ Opera di Roma, ivi ricoprendo anche il ruolo di spalla e collaborando con artisti quali Brignoli, Gelmetti, Rath, Kuhn, Accardo. Ora ritroviamo il suo avvolgente suono nel golfo mistico del massimo cittadino, alla vigilia della “prima”.

Daniela, un ritorno qui a Salerno con assoluto debutto?

“Si, ho lasciato questa città a soli diciassette anni, ove ho iniziato i miei studi musicali, alla volta di Milano, e vi ritorno per questo emozionante debutto qui in orchestra.”

E’ il primo violino che dà il “suono” alla formazione, che cosa ci riservi per questa prima di Cavalleria Rusticana e Pagliacci.

“Sono due opere diverse, quindi due tipi non simili di violinismo. Dovrò porre lo strumento in Pagliacci, in relazione ai segreti recessi di certa scrittura di Ruggero Leoncavallo, certamente di maggior leggerezza e tornitura di grafia, rispetto a quella di Mascagni, che rimanda alla tradizione francese (Chabrier, soprattutto) o addirittura a Mendelssohn. Per Cavalleria Rusticana, invece, il suono sarà certamente più popolare, più spinto, l’orchestra interviene diversamente in un pur elementare dettato musicale.

Si è lavorato bene con i colleghi?

“Si, abbiamo lavorato duramente e con pazienza. Con molti naturalmente ci conosciamo, altri sono veramente giovanissimi, alle prime esperienze, ma spero che il pubblico, cui spetterà il giudizio unico e supremo, possa apprezzare fino in fondo i frutti del nostro impegno”.

Dopo questa produzione dove la porterà il suo strumento?

“Sicuramente dai miei allievi al Conservatorio “A.Scontrino” diTrapani, una masterclass di violino e musica da camera a Ginosa con il pianista Alessandro Deljavan e la promozione dei miei due ultimi progetti pubblicati dall’etichetta Aevea, le sonate per violino di Grieg e la musica da camera di Sergej Ivanovic Taneyev.

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