Una cena Gourmet a casa propria

Scritto da , 2 novembre 2016
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Una start-up nata dall’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino e dedicata al cibo, quello di alta qualità. Tre ragazzi – Tommaso Cremonini, Carlo Alberto Danna, Giulio Mosca – hanno avuto l’idea di portare sulla tavola degli italiani, piatti in molti casi, di ristoranti stellati, o, per meglio dire, di portare a domicilio tutti gli ingredienti per preparare da sé dei piatti gourmet.
Sì, perché con Fanceat (fanceat.com) è possibile ordinare menu completi da far recapitare a casa o in ufficio. La consegna è garantita in giornata nella città di Torino, e in tutt’Italia entro 48 ore.
Il box contiene tutti gli ingredienti divisi in porzioni, e quando è necessario questi sono già precotti, puliti o tagliati.

Sono gli stessi ristoranti a preparare il box da spedire e ogni piatto è studiato per essere preparato in non più di 30 minuti, anche da chi non ha troppa dimestichezza in cucina.
Come i mobili dell’Ikea possono essere montati in pochi minuti, da chiunque grazie a una piccola guida che ti segue passo per passo, così anche i clienti di Fanceat, possono sentirsi per una sera degli chef. Una guida cartacea è presente nel box, e qualora questa non fosse sufficiente, è possibile collegarsi al sito e vedere i video tutorial delle ricette.
Nata nel 2014, solo nel 2015 sono state eseguite le prime spedizioni a Torino, per poi allargarsi in tutt’Italia. Inizialmente i tre giovani imprenditori hanno autofinanziato la società, anche svolgendo un doppio lavoro. Nel novembre 2015 arriva, però, un finanziamento da cinquantamila euro da parte di un cliente a cui era piaciuta l’idea di poter mangiare un piatto di un ristorante gourmet a casa propria. Questo ha permesso loro di effettuare altri investimenti.
Nonostante il bilancio del primo anno di attività si sia chiuso in passivo, i clienti sono sempre di più e la società torinese conta di raggiungere il break even point nel giro di un paio di anni. Inoltre, Fanceat punta ad avere accordi con almeno un ristorante per regione, per poi provare a espandersi anche all’estero, in primo luogo a Londra e a New York.

Articolo di Danilo Ruffo in collaborazione con CREATIWA STUDIO

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