Un sacerdote fece la colletta tra i fedeli per pagare Brigante

Scritto da , 7 aprile 2016
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di Andrea Pellegrino

Nel reparto di neurochirurgia dell’azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, già da più di un anno si era a conoscenza di alcune attività sospette. Infatti, fin dal 2014, alcuni medici – in modo informale – parlavano di voci che coinvolgevano Fukushima e Brigante. Stando a quanto emerge dagli atti ricostruiti dagli inquirenti, vi sarebbero testimonianze non solo di coloro che sono stati costretti a pagare ma anche di alcuni medici del reparto finito al centro della bufera giudiziaria che ha portato agli arresti domiciliari Luciano Brigante, Anna Rita Iannicelli e Gaetano Liberti, con il contestuale coinvolgimento di Takanori Fukushima e Renato Saponiero. Le misure sono state emesse nella mattinata di martedì dal giudice per le indagini preliminari Elisabetta Boccassini ed eseguite dai carabinieri del nucleo operativo di Salerno. Tra gli episodi, ne emerge uno abbastanza significativo raccontato da una dottoressa del Ruggi d’Aragona che – di quanto appreso – aveva informato anche il dottor Saponiero, indagato nella vicenda. La dottoressa denunciava di essere venuta a conoscenza del fatto che un sacerdote aveva provveduto ad effettuare una colletta tra i suoi fedeli, al fine di raccogliere la somma di danaro necessaria ad ottenere un’operazione chirurgica per un paziente di nome Angelo; importo che poi sarebbe stato versato – secondo il racconto – al dottor Brigante. Un’altra dottoressa, invece, raccontava – si legge nell’ordinanza – che un suo amico, medico nefrologo, si era lamentato con lei del fatto che il dottor Brigante aveva avanzato una richiesta di danaro ad un paziente, per favorirlo nell’esecuzione di un intervento chirurgico. La conferma di quanto accadeva nel reparto avviene anche attraverso alcune intercettazioni ambientali, avvenute nella sala d’aspetto della caserma dei carabinieri. Uno dei medici convocati afferma testualmente: «Cioè, quello si prende i soldi e non gli fate non gli fate nulla e noi siamo qua?! Ma ti rendi conto?». Ed ancora: «E’ da due anni a questa parte che quello là, per ogni intervento, si prende soldi. Lo sanno tutti, carabinieri compresi…»

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