Un incubo chiamato Equitalia

Scritto da , 6 agosto 2014

E’ un vero calvario recarsi la mattina all’ufficio Equitalia in via delle Calabrie. Lunghe file di contribuenti disposti lungo i marciapiedi della sede: molti di loro per giorni si recano agli uffici per riuscire a rateizzare una cartella, invano, costretti poi a ritornare poiché non è chiaro il meccanismo di “chi è arrivato prima o dopo”. Lo sconcerto diventa più eclatante quando scopri che la sera prima viene posto un foglio fuori il cancello della sede e c’è gente che dalle dieci in poi passa e scrive il proprio nome, così facendo la mattina si assicura di essere uno dei cinquanta che può arrivare allo sportello interessato. Un assiduo frequentatore di Equitalia il signor Gerardo Pisacane commenta: «Negli ultimi anni è aumentata l’affluenza di gente, per come ci trattano, dopo ore e giorni persi agli sportelli, arriva il proprio momento e vai via felice di aver pagato o rateizzato, poiché non devi ritornare il giorno dopo». E’ un girone dantesco, si potrebbe definire il girone dei disperati: arrivi con una cartella esattoriale pazza e vai via felice di aver pagato, anche gli interessi vertiginosi dovuti dopo le scadenze. Eppure – nel mese di agosto – l’apertura è alle 8.15 e la chiusura alle 13: «E’ uno scarica barile, si va all’ufficio informazione e chiedono di aspettare, forse perché si fa freddo il caffè?» – ironizzano i contribuenti Con dieci sportelli presenti ci sono giorni – come lamentano i malcapitati utenti – in cui non solo si è costretti alle già estenuanti e lunghissime file, ma anche ai terminali che si bloccano ed agli sportelli che iniziano a funzionare soltanto a partire dalle 10. costrette non solo alle file ma anche ai computer che si bloccano agli sportelli che prendono a funzionare solo dopo le dieci. Equitalia, che colpisce a tradimento, con ipoteche e pignoramenti nascosti al contribuente, con fermi amministrativi agli ambulanti che usano le macchine per lavorare. Nata nel 2006 con il compito di recuperare i crediti che lo Stato vanta nei confronti dei cittadini, «il più delle volte gente non più giovane che si ritrova a dover pagare somme eclatanti con interessi da urlo» – reclama il giovane Dario Esposito – «anche sulla mia cartella di diecimila euro sono maturati interessi quasi al cinquanta per cento, e se non paghi vengono posti fermi amministrativi anche senza sollecito all’utente». Per i giovani imprenditori salernitani, ma anche per coloro che devono sbrigare una pratica per una semplice multa avuta per un divieto di sosta, sentir parlare di Equitalia o aprire la lettera spedita dall’ente è un vero e proprio film horror. Stefania Molinari

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