Un Consiglio provinciale show per la minoranza di Palazzo Sant’Agostino Santoro: «Non siamo all’opposizione per sport, serve una politica diversa»

Scritto da , 23 Febbraio 2019
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Erika Noschese

Buona la prima per i consiglieri provinciali di minoranza che nella mattinata di ieri hanno fatto il loro esordio tra i banchi di palazzo Sant’Agostino. Ed è chiaro, l’intento dell’opposizione è quello di dare “filo da torcere”, come si suol dire, alla maggioranza guidata dal presidente Michele Strianese. E lo hanno dimostrato, su tutti, il consigliere provinciale eletto con la civica Provincia di Tutti, Dante Santoro e il consigliere leghista Ernesto Sica cheha ricordato la sua prima volta a Palazzo Sant’Agostino a soli 27 anni. Santoro,in particolare, ha snocciolato i temi caldi su cui l’ente provinciale dovrebbe lavorare e lo ha fatto senza risparmiare attacchi al presidente Strianese. «Non siamo all’opposizione per sport, ma perché siamo convinti che serva una politica diversa per la nostra Provincia, che a causa della cattiva gestione vive situazioni drammatiche per lo sfascio delle strade provinciali, con intere comunità isolate, le scuole ridotte in condizioni penose ed il maestoso patrimonio immobiliare gestito in maniera balorda – ha dichiarato Santoro – Serve aprire questa istituzione alla partecipazione dei cittadini, di risorse nuove e dei giovani». Tra le prime proposte avanzate dal consi8gliere provinciale la diretta streaming delle sedute del Consiglio Provinciale e la presenza di giovani studenti, per far toccare loro più da vicino il “mondo” della politica. «Siamo la provincia più bella d’Italia ma anche la più povera», ha attaccato più volte Santoro, secondo cui da Salerno si farebbe prima ad arrivare a Parigi in aereo che nella provincia a sud in automobile per le condizioni in cui versano le strade e – ha aggiunto – «tutto ciò è inaccettabile. Dobbiamo combattere per dare dignità al diritto allo studio anche con trasporti che abbiano tempi certi e non passino per scommessa, poi deve finire la solita lagna sull’ assenza di fondi se poi in questi anni la stessa forza politica che governa la provincia ha speso duecentomila euro per un direttore generale esterno inutile, solo per far contento qualcuno». E Santoro porterà a Palazzo Sant’Agostino anche la biblioteca provinciale, a causa dell’orario di chiusura imposto per le 14,30, quando gli studenti escono da scuola e potrebbero recarsi lì per studiare. E non si può non puntare l’attenzione sul patrimonio di Salerno, soprattutto dopo la chiusura di Villa Guariglia e la mala gestione del Castello Arechi che, secondo Santoro, dovrebbero essere valorizzate. Non è stato da meno l’intervento del consigliere leghista che, di fatto, ha parlato di «straordinari fallimenti» che ha vissuto l’ente provinciale. Un esempio su tutti può essere l’inceneritore: «Dopo anni si parla sempre degli stessi problemi. Quella dell’inceneritore è stata un’esperienza ridicola»,ha dichiarato il consigliere che per la prima volta nella storia ha portato la Lega tra i banchi di Palazzo Sant’Agostino. Ma il nuovo consiglio provinciale di Salerno passerà alla storia anche per la presenza di due donne, una alla maggioranza Paky Memoli e una alla minoranza con Fratelli d’Italia,Clelia Ferrara.Entrambe hanno voluto rimarcare l’importanza delle donne anche e soprattutto in politica. Buona la prima anche per il consigliere del Psi Giovanni Guzzo che ha chiesto all’amministrazione provinciale di battersi di più anche per il Cilento e Vallo di Diano. Guzzo ha poi puntato l’attenzione su un’altra tematica importante, il diritto allo studio per i diversamente abili: «Lo studio è un diritto per tutti», ha detto. Da qui, poi, la replica di Strianese alla minoranza: «Mai state trasformazioni urbane più rilevanti di quelle degli ultimi 20anni, con il conseguente incremento del turismo».

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