Un Consiglio al cloroformio

Scritto da , 1 aprile 2017
Comune_Salerno

di Andrea Pellegrino

Le aspettative della vigilia sono state disattese. La maggioranza, partita come incendiaria, è arrivata in aula consiliare vestita da pompiere. Nessun emendamento da parte del gruppo ex Davvero Verdi – oggi Dp, nessuna astensione e nessuna protesta. La contestazione della maggioranza, sostanzialmente, si è racchiusa in una serie di raccomandazioni avanzate all’amministrazione comunale, con l’unico obiettivo di stigmatizzare il distacco tra consiglieri comunali e giunta.
Nota di colore, la presenza degli studenti del liceo De Santis (invitati dal consigliere comunale Dante Santoro) rivelatisi i principali interlocutori dei consiglieri comunali. C’è chi, come Leonardo Gallo, ha consumato quasi tutto il suo tempo con una lezione di “educazione civica” ai giovani liceali. Vecchi ricordi quelli di Roberto Celano e Paky Memoli, entrambi studenti di quel liceo.
L’unico annuncio che si è concretizzato è stato il ritiro di mezzo ordine del giorno del Consiglio comunale. Per il resto è filato tutto liscio come l’olio, con il bilancio approvato da tutta la maggioranza compatta e respinto dai cinque dell’opposizione. La pre riunione mattutina avrebbe ricucito lo strappo con il gruppo che fa riferimento a Michele Ragosta. Così durante il Consiglio, Antonio Carbonaro ha annunciato il ritiro dei cinque emendamenti, che si scoprirà, poi, durante il corso della seduta, bocciati già dal collegio dei Revisori dei Conti con una nota protocollata – secondo il presidente del Consiglio Alessandro Ferrara – nella giornata di giovedì. Dunque, comunque, non “oggetto di esame ed approvazione”. Tutto rinviato, annunciano, alla prossima puntata. L’assist del sindaco Napoli e dell’assessore De Luca, convince, invece, il consigliere comunale (Moderati per Salerno) Pietro Stasi che vota sì al bilancio con la promessa di rendere operativo – entro l’anno – il baratto amministrativo, sua storica battaglia fin dalla passa consiliatura. Politicamente, però, non si lascia sfuggire l’occasione, ed annuncia la “sfiducia” a Gaetana Falcone: “Dobbiamo riflettere per quanto riguarda l’assessorato di nostra espressione”.
Punta sui dehors (punto all’ordine del giorno ritirato, proprio dopo un infuocato vertice di maggioranza), Corrado Naddeo che invoca la massima:” Gli interessi pubblici vengono prima di quelli privati”. Il suo è un no alle strutture semichiuse, questo secondo quanto raccolto dai cittadini salernitani: “Occorre – dice – ricucire una grossa frattura con la città”. Antonio D’Alessio ha ribadito la necessita di istituire l’albo delle associazioni: “In commissione abbiamo già approvato il regolamento – dice il consigliere di Campania Libera – ora non si abbia paura delle associazioni, possono dare una mano, non ostacolare”. Luca Sorrentino, capogruppo dei Progressisti per Salerno, ha blindato la maggioranza: “Questi giovani presenti (rivolgendosi agli studenti) possono stare tranquilli perché qui c’è una amministrazione assolutamente trasparente”.
Poi l’opposizione, con Roberto Celano che ha smontato il bilancio di previsione. “I conti li faremo a consuntivo – spiega il consigliere comunale – ora apprendiamo delle perplessità dei revisori dei conti rispetto al monitoraggio del contenzioso, la difficoltà ad incassare residui e canoni di locazione da parte delle associazioni”. E sul Dup (documento unico di programmazione), Celano prende in prestito una battuta di De Luca senior: “E’ pulcinellesco. Sembra scritto da Crozza”.
Antonio Cammarota, torna sulla questione dei terreni che da agricoli sono stati definiti “edificabili”. “Si dà la facoltà ai proprietari di edificare ma viene imposto un fardello Imu su un terreno che magari non si vuole nemmeno edificare, vorrei sollecitare per una cambiamento che vada a favore dei cittadini”. E ancora Cammarota, ribadisce la sua battaglia per il regolamento dei dehors, rimandato alla prossima seduta. “C’è bisogno in questo delicato momento di partecipazione e confronto tra commercianti e cittadini e con chi amministra la giustizia”. Ed ancora sulla nuova cementificazione: “Costruiamo case che non compra nessuno”.

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