Un “Allegrone” convegno di Sassofoni

Scritto da , 18 aprile 2018
image_pdfimage_print

Successo di critica e pubblico per la due giorni dedicata all’amato strumento con concerto ed esposizione firmata Selmer ospite della Cittadella del Cinema di Giffoni Vallepiana

 Di OLGA CHIEFFI

 Lo strumento musicale, quale educatore di umiltà, confidente e interprete dell’arco della vita, fonte di serenità, è un assunto universale che dovrebbe attraversare la formazione di tutti i giovanissimi. Fortunati gli ottanta ragazzi che si ritrovano allievi dei sassofonisti Luigi Cioffi, Domenico Luciano, Nicola De Giacomo, Angela Colucci e Adolfo Alberto Rocco tutor della Associazione Musicale Artistica e Culturale “Sonora Junior Sax i quali, nell’ ambito  dell’VIII edizione del Corso di Perfezionamento semestrale “Viaggio con il Sassofono nel repertorio classico e contemporaneo”, tenuto dai Maestri Massimo Mazzoni, Lucy Derosier e Marco Gerboni, sono riusciti a creare un evento che ha indagato sul sassofono nelle sue diverse sfaccettature, squisitamente tecniche interpretative, grazie alla masterclass del concertista francese Jerome Laran e a quelle puramente inerenti alla costruzione e alle ultime innovazioni e sperimentazioni offerte dalla esposizione di una delle case più prestigiose al mondo la Selmer, rappresentata da Vincent Dupuy. Due giorni densi di studio, emozione e divertimento, che ci ha fatto ritrovare nella splendente mattinata di domenica nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema di Giffoni Vallepiana, accolti da Claudio Gubitosi e Piero Rinaldi, i quali già da un anno hanno accolto nella loro Giffoni Experience il progetto Sonora, che proprio al GFF ha presentato il primo lavoro discografico Tachisax 75/2. In sala tra il folto pubblico, i maestri salernitani, Lauro De Gennaro e Antonio Florio, eredi del magistero italiano, riconosciuto ufficialmente proprio qui a Salerno da Francesco Florio, Sebastiano Ventriglia, I sax alto della banda musicale dell’Aeronautica Militare Italiana, in veste di accompagnatore della figlia Maria, applaudire il Progetto Sonora Sax, un ensemble, composto da giovani strumentisti tra gli 8 e i 23 anni provenienti dall’intera regione Campania, i quali attraverso l’intera famiglia dei sassofoni, dal soprano al basso, hanno incontrato, sotto la direzione di Domenico Luciano, i loro docenti, stavolta in veste di solisti, esecutori di pagine appartenenti a diversi generi musicali. Ad aprire le varie performances, Lucy Derosier, docente del Conservatorio “GiovanBattista Pergolesi” di Fermo, si è cimentata sulle note di “Ballad”, composta da Alfred Reed, una miniatura  di un garbato assai scaltrito divertissement coi ragazzi, che ha rivelato un suolo assolutamente virginale.  A seguire, Marco Gerboni, docente del Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara, sicuramente il suono più luminoso e pulito, tra gli ospiti della Sonora Junior Sax, si è dedicato al tango con una composizione di Silvio Zalambani, “Nostalgia del presente”, un’interpretazione, accurata e precisa cui ha regalato un’allure piacevole e onirica e “Poesia”, di Javier Girotto, ispirata ai cinque Poemas di Pablo Neruda, della quale ha si eseguito da par suo le note, restando lontano dalle intenzioni del nostro amatissimo sassofonista argentino, del quale girano diverse versioni offerte da sassofonisti classici anche di titoli quali El Cacerolazo, che al suo primo ascolto definimmo immediatamente un Konzertstuck per sax soprano, attraverso cui difficilmente riescono a dire e raccontare qualcosa della terra di Javier. Massimo Mazzoni, docente del Conservatorio “GiovanBattista Pergolesi” di Fermo, ha, invece, condotto il pubblico su di una sporca e cattiva scena del crimine con “Saxpack” di Otto M. Schwarz, in una Vienna di Notte tra sgommate e inseguimenti. Stella della serata Jerome Laran Jérome un vero e proprio prestidigitatore del sassofono che ha principiato il suo intervento con l’esecuzione di due delle Four pictures from New York, per sax solista e band, di Roberto Molinelli: “Tango Club” per il quale ha scelto uno staccato un po’ sopra le righe e l’ ultimo movimento, “Broadway night”, con tutte le sfumature del sogno. Finale con il brano più atteso Zigeunerweisen op. 20, la celebre Fantasia sui temi gitani, di Pablo De Sarasate, certamente lontana da quella violinistica, che inevitabilmente è stata foriera unicamente di compiacimenti esibizionistici. Finale in quartetto per tutti i solisti sulle note della improvvisata Saxophonia di Stephen Bulla. Pubblico in piedi e bis, stavolta della Sonora Junior Orchestra con la sua sigla “Allegrone Moderato” di Gianluca Sibaldi, soundtrack del film di Leonardo Pieraccioni “Finalmente la felicità”, in cui il direttore Domenico Luciano ha lasciato la bacchetta al piccolissimo Umberto Viola per imbracciare il soprano. Applausi per tutti e in particolare per i due giovani percussionisti al servizio della formazione Salvatore Di Gregorio e Giuseppe Varallo. Due giornate di un’avventura in primo luogo interiore, ricca di esperienze intense e varie, come può esserlo la vita e appuntamento a luglio con il secondo lavoro dell’ensemble già in sala d’incisione con un programma quasi interamente firmato da Marco Vanni docente del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->