Ultracinquantenne mamma di tre gemelli alla “Gravidanza a rischio” del Ruggi

Scritto da , 15 febbraio 2014

La gestante della Provincia di Salerno ,in età avanzata ( oltre i 50 anni ), gia’ dimessa , ha dato alla luce tre splendidi bimbi al  “Ruggi”.

La paziente ,che in precedenza aveva avuto 3 aborti spontanei, è stata ricoverata nel Reparto di “Gravidanza a rischio”del “Ruggi” diretto dal Prof. Raffaele Petta a 32 settimane di gravidanza, in quanto uno dei gemellini era più piccolo ed aveva bisogno di controlli intensivi.

Dopo la somministrazione di cortisone,fondamentale per la maturazione polmonare dei gemellini,si è cercato di prolungare la gravidanza utilizzando un farmaco che blocca le contrazioni uterine .

Dopo quattro giorni il gemellino più piccolo presentava dei segni di iniziale sofferenza per cui fu deciso di eseguire il taglio cesareo a 32 settimane e sei giorni.

Sono così nati tre gemelli: il primo di sesso maschile con un peso di 1.860 grammi; il secondo di sesso femminile , il più piccolo, con un peso di 1.240 grammi mentre il terzo,di sesso femminile,con un peso di  1.820 grammi.

Attualmente i bimbi stanno a casa con la mamma e godono di ottima salute.

“ Non è il primo caso di gravidanza portata a termine in donne in  età   avanzata  :    due    anni   fa

nel Reparto di   “Gravidanza a rischio”   del   “Ruggi”      sono   venuti  alla   luce   due   bellissime

gemelline che stanno benissimo e la mamma aveva 57 anni” ricorda il prof. Raffaele Petta.

“Voglio ringraziare pubblicamente il personale  medico e paramedico della “Gravidanza a  rischio”

e della “ Terapia Intensiva Neonatale”, che mi   sono  stati  così   vicino  con  la   loro       disponi=

bilità e professionalità nelle ultime fasi della mia  gravidanza, durante  il parto e    nella    assisten=

za ai gemellini ; un saluto al  Direttore Generale ,che,da quanto sappiamo,  si   sta        adoperando

per    potenziare  le   Strutture  di   “  Gravidanza  a rischio” e   di   “ Terapia  Intensiva  Neonatale”

che      tante   risposte   stanno   dando   alle    gravide  con  patologie, limitando  i  cosidetti  viaggi

della speranza al Nord ” dichiara la signora.

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