Ugo Marano in Continuum….

Scritto da , 10 Gennaio 2019
image_pdfimage_print

Da domani la Torre Vicereale di Cetara ospiterà l’esposizione ceramica “Continuum…..” un connubio perfetto tra arte, architettura e design

Di OLGA CHIEFFI

Sarà inaugurata domani, alle 18.30 alla Torre Vicereale di Cetara l’esposizione ceramica “Continuum…” di Ugo Marano che rientra nella nuova stagione di eventi culturali del borgo costiero. La mostra permanente, che resterà aperta al pubblico ogni venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19,  prosegue nell’ambito del progetto “Museo Vivo”, immaginato da Marano nel 1971, quando fece decorare una serie di grandi piatti ad Amerigo Tot, Giulio Carlo Argan, Filiberto Menna e Karlheinz Stockhausen, dando inizio al suo percorso utopico, che venne inaugurato nel 2012, ad un anno dalla sua prematura scomparsa. Organizzata con il grande supporto della moglie Stefania Mazzola, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, la mostra propone opere inedite (1992-2002), per la prima volta esposte, dove la ceramica rappresenta un sospiro dell’anima, diventando sempre più “arte regina”. Un percorso fatto di frammenti esistenziali e di storie vissute che, come piccole tessere di un mosaico, si legano e si assommano, dando vita ad un linguaggio originale; un connubio perfetto tra arte, architettura e design. In esposizione, 3 vasi dei 50 appartenenti alla collezione della ”Città dell’Eros”, 7 piatti in ceramica (70 cm) e 3 grandi piastre. Del progetto “Museo Vivo”, inoltre, sono stati mantenuti i piatti di Giulio Carlo Argan e del musicista Stokhausen. Durante la serata, sarà proiettato un video-racconto di immagini e filmati, in ricordo dell’artista Marano, a cura della Cactus Film Production di Licio Esposito e Paola Vacca. Ho fatto un Pollock!” esclamava Giulio Carlo Argan nel ’74, sorpreso e divertito, mentre inginocchiato faceva sgocciolare il colore su un grande piatto in ceramica. A invitarlo era stato l’ artista salernitano Ugo Marano. L’ anno prima era toccato a Edoardo Sanguineti ne aveva realizzato un altro “parlante” con la scritta in greco “Guarda e ammirami”. Una collezione di piatti d’ artista per il progetto del “Museo Vivo” fondato nel 1971 dall’ eterno enfant prodige Marano, artista “anarchico, radicale, utopista” come lui stesso si definisce, che da una conversazione con Filiberto Menna decide di invitare colleghi ma soprattutto intellettuali ad aderire all’ eterodossa iniziativa. “Museo Vivo” nacque come laboratorio interdisciplinare e a Molina di Vietri e nella piccola fabbrica Rifa vengono cotti i piatti a tesa larga di 70 centimetri di diametro. Seguendo la sua idea radical-concettuale nel 1971 creò questo progetto “Museo Vivo” facendo nascere, in un piccolo parco nascosto tra gli alberi, un opificio della ceramica basato su una architettura “esistenziale”, luogo che deve essere ricco di “radicalità positiva”. Nell’ambito di questo progetto nasce il sodalizio con Stockhausen, che contagiò il linguaggio della musica con l’arte d’avanguardia,una collaborazione che produsse alcune opere notevoli.Marano conobbe Stockhausen, ospite del San Carlo nel ’76, e gli fece firmare un piatto in cera con un pentagramma disegnato per mezzo di un pennello a cinque punte progettato apposta per lui.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->