Udc, accordi locali col Pd. Scoppia il caso Cava. Ecco la lista regionale

Scritto da , 26 febbraio 2015

di Andrea Pellegrino

I livelli nazionale e regionale seguiranno una strada, quello provinciale un’altra. Nel caos politico generale – in vista delle prossime Regionali – l’Udc salernitana sancisce la sua doppia linea. In attesa di conoscere, poi, cosa accadrà a livello nazionale e di conseguenza in Campania. Se, in pratica, l’Area Popolare andrà avanti, in che termini e che coalizione sosterrà. Ma nonostante ciò l’Unione di Centro in provincia di Salerno ha la sua linea. Ed è stata ribadita la scorsa sera durante un vertice di partito, dal segretario provinciale Luigi Cobellis, che in Regione Campania è capogruppo regionale. A Salerno il feeling è con Vincenzo De Luca e per ora si discute delle alleanze nei Comuni chiamati al voto, seguendo ciò che è stato fatto anche durante le scorse elezioni provinciali che hanno portato alla vittoria il candidato del Pd Giuseppe Canfora. Poi se De Luca dovesse essere il candidato alla presidenza della Regione Campania, si entrerà nel merito della questione, ipotizzando anche una possibile scissione con Ncd e quindi con Area Popolare. D’altronde, pare che De Luca dalla sua avrebbe già offerto agli eventuali scissionisti, posti all’interno della sua lista civica “Campania Libera”. Ma per ora, in attesa di notizie romane, meglio tenere accesi i due forni. Tra l’altro Cobellis ha già in tasca l’eventuale lista regionale di Area Popolare, composta appunto dall’Udc e dal Nuovo Centrodestra. Ma il segretario provinciale del partito tiene a precisare che l’Udc non sarà della partita primarie perché «riguardano solo il centrosinistra e né l’Udc né io personalmente siamo impegnati in alcun modo» – spiega – «La riunione è semplicemente servita per fare un punto tra di noi e scambiarci opinioni e commenti sugli sviluppi politici di queste ore, insomma una normale riunione di partito in cui tutti hanno potuto dire la propria». Sulla collocazione di Area Popolare, Cobellis specifica: «E’ tutt’altro che un rebus, è una questione politica che si sta discutendo a Roma e che tiene conto di uno scenario complesso a livello locale quanto nazionale. Voler presentare a tutti i costi questo dibattito come una mera opzione geografica è riduttivo e miope». Tornando alle liste, per ora ci sarebbero solo nomi maschili; quanto alle quote rosa si dovrà ancora valutare. Ed in campo, così, dovrebbero scendere lo stesso Cobellis, Giovanni Baldi (sempre che non opzionerà la candidatura a sindaco a Cava de’ Tirreni), Lello Ciccone, Pasquale D’Acunzi e Vincenzo Paolillo di Pagani. Quanto a Paky Memoli per ora resta fuori rosa, in attesa di conoscere anche ciò che accadrà a Palazzo di Città. Se il sindaco facente funzioni Enzo Napoli dovrà rimodulare la sua giunta secondo le quote rosa, non è escluso che Paky Memoli possa entrare all’interno dell’esecutivo. Sui territori, invece, accordo chiuso ad Angri con Mauri che sarà sostenuto anche dal Pd, su Cava de’ Tirreni la partita sarebbe ancora aperta. Qui infatti il Partito democratico ha già in campo il suo candidato Enzo Servalli, così come l’Udc che è in maggioranza e che vede in primo piano l’attuale primo cittadino Marco Galdi. Prove d’intesa, intanto, anche a Pontecagnano Faiano mentre si studiano accordi anche nelle altre realtà chiamate al rinnovo degli organi comunali a maggio.

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