Tutto il nero della canzone italiana

Scritto da , 24 ottobre 2018
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Essenze Jazz, il tour di Eduardo De Crescenzo riparte dal Teatro Verdi di Salerno domani sera, alle ore 21, e domenica in pomeridiana alle ore 18, per un tour che lo porterà a calcare le scene dei massimi palcoscenici nazionali. Il repertorio sarà quello presentato nei precedenti concerti da “Occhi di marzo” a “Non tardare”, da “Dove c’è il mare” a “Il racconto della sera “, da “La vita è un’altra” a “Quando l’amore se ne va”, da “L’odore del mare” a “E la musica va”, da “Naviganti a “Sarà cosi”… fino all’immancabile “Ancora” e a “C’è il sole”, “Cosa c’è di vero” e “La vita è questa vita”, un materiale tematico è di grande spessore su cui risulta possibile lavorarci sopra e renderlo appetibile anche ad un palato raffinato come quello degli appassionati di jazz. Infatti, la voce di De Crescenzo, la sua naturalezza nel porre i suoi mezzi vocali al servizio delle necessità interpretative del momento, la sua invidiabile capacità di carpire gli umori del pubblico sì da saper comunicare con lo stesso senza barriere, senza steccati solo con l’intermediazione della musica, avrà il supporto di una band di altissimo livello, ad alta concentrazione jazz, a cominciare dal pianista, il nostro Julian Oliver Mazzariello; il sassofonista Daniele Scannapieco un maestro del contrabbasso Enzo Pietropaoli in tandem con il batterista Marcello Di Leonardo, più Lamberto Curtoni al violoncello, dal mondo della musica classica; e naturalmente la fisarmonica, che contrassegna il sound ormai inconfondibile di Eduardo, una componente della sua cifra stilistica e utilizzato con sobrietà, che ora accompagna, ora contrappunta il suo canto. Di qui, un reticolo fitto di comunicazioni, di trasmissioni attraverso cui il pubblico recepisce perfettamente ciò che l’artista sul palco cerca di trasferirgli. De Crescenzo sa scrivere molto bene, le sue creature sono impreziosite da originali e suadenti linee melodiche e da un impianto armonico che si presta assai bene ad arrangiamenti anche di tipo jazzistico che si trasformano in mirabili ballad; il naturale approdo delle mille vite musicali di un artista che sul palco ha esordito – da fisarmonicista – quando aveva solo cinque anni. Un talento naturale – in seguito coltivato grazie a rigorosi studi musicali – che nel tempo si è fuso con una voce unica, dal canto facile, con l’espressività raffinata dell’interprete e una mente musicale curiosa e originale. Un format ideale per il suo innegabile talento la sua eclettica personalità musicale, sempre trasversale: alle mode, ai generi, alle etichette consuete, emozioni che scaturiscono dal “palcoscenico live”, il luogo in cui viene fuori la grande forza di comunicazione che cattura e coinvolge il pubblico.

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