«Tutti contro tutti»: l’era Napoli può già dirsi conclusa

Scritto da , 11 maggio 2018
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Andrea Pellegrino

L’era Napoli a Palazzo di Città può dirsi già conclusa. Almeno politicamente. I giorni scandiscono, già da tempo, dimissioni, contestazioni e prese di distanze interne alla maggioranza. L’ultimo episodio la fuoriuscita di Mimmo Ventura dal gruppo dei Progressisti per Salerno ed il conseguente trasloco nel gruppo misto che nasce per la prima volta a Palazzo di Città. Ma prima di Ventura c’erano state le dimissioni dalla vicepresidenza della commissione mobilità di Donato Pessolano ed ancor prima quelle di Nico Mazzeo dalle presidenze delle commissioni finanze e politiche sociali. L’elenco degli atti (politici) ufficiali si potrebbe concludere con il «congelamento» della posizione di Pietro Stasi che durante l’ultimo Consiglio comunale ha abbandonato l’aula non votando, sostanzialmente, il bilancio di previsione. Il tutto senza considerare l’insofferenza di Leonardo Gallo e di Corrado Naddeo che anche in Consiglio comunale hanno preso, in alcuni casi, distanze dall’amministrazione bocciandone i provvedimenti. Il corto circuito è tra secondo e terzo piano. Ossia tra governo cittadino e gruppi consiliari. Basti pensare che le dimissioni Donato Pessolano scaturiscono da una «esclusione» su temi cari al capogruppo di Salerno per i Giovani. Tra questi quelli relativi al caos traffico in via Ligea. Sulla scrivania di Enzo Napoli da tempo ci sono le richieste dei consiglieri della sua maggioranza. Richieste tutte congelate, a partire dalla distribuzione delle deleghe. Peppe Ventura (Davvero Verdi) rivendicherebbe la delega alle cooperative; Pessolano quella alla sicurezza. Ci sono poi i socialisti che attendono ancora l’assessorato mentre Pietro Stasi aspetta che Gaetana Falcone lasci il posto in giunta. Insomma, nel gioco del «tutti contro tutti», la variabile è l’attesa. D’altronde fin dal suo insediamento lo stesso sindaco (eletto con il 70 per cento), Enzo Napoli attende segnali ed input prima di qualsiasi provvedimento e scelta. Così è stato per le Fonderie e così è stato una settimana fa per il caso Viadotto.

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