Tutti contro il nuovo Pua

Scritto da , 14 gennaio 2015
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di Andrea Pellegrino

Oltre ad Italia Nostra e No Crescent, anche Movimento Cinque Stelle e consiglieri comunali Roberto Celano e Raffaele Adinolfi presentano osservazioni alla variante al Pua di Santa Teresa, approvata dalla giunta comunale all’indomani delle prescrizioni imposte dal soprintendente Miccio sulla realizzazione di Crescent e Piazza della Libertà. Su un punto sono tutti concordi: «E’ venuta meno la valenza pubblica». Secondo il Movimento 5 stelle, «la delibera di giunta 377/2014 rappresenta un maldestro tentativo di salvare ciò che è stato finora realizzato in maniera illegittima ed abusiva attraverso la rinuncia all’edificazione di tutti i volumi ancora da realizzare, ivi compresi i negozi nel sottopiazza». Una rinuncia, spiega il consigliere comunale di Ncd Roberto Celano, «che manifesta l’intenzione di voler realizzare un progetto di esclusiva valenza privata», con il “taglio” dell’edificio Trapezio (da destinare a sede della Capitaneria di Porto) e delle due Torri (l’una dell’Autorità Portuale e l’altra del Comune di Salerno). Ma Celano evidenzia – nelle sue osservazioni – anche che «la delibera ha visto la presenza del sindaco Vincenzo De Luca, dichiarato decaduto con sentenza del Tribunale di Salerno resa nel gennaio del 2014 e sospesa solo negli effetti. Tale deliberazione – dice il consigliere comunale – appare, dunque, nulla». Un elemento riportato anche nel documento dei cinque stelle che rincarano sulla sdemanalizzazione: «Il Comune di Salerno a tutt’oggi non ha ancora acquisito l’intera superficie territoriale costituente il Subcomparto 1 né delle aree ad esso esterne e non ha ancora concluso l’iter procedurale necessario alla sdemanializzazione delle aree per circa 20000 mq, in quanto tali aree sono proprietà del Demanio idrico e del Demanio marittimo e quindi esse sono state edificate abusivamente in assenza dei pareri degli enti pubblici titolari delle aree demaniali». Premesse differenti quelle di Raffaele Adinolfi, capogruppo di “Caldoro presidente” che oltre a proporre osservazioni sulla variante al Pua, in merito alla deviazione del Fusandola e all’inopportunità da parte di amministratori attualmente sotto processo di approvare l’atto, condivide la sua idea e soluzione politica sul Crescent: «Anziché tagliare in verticale – spiega il consigliere – quindi eliminando le Torri e l’edificio Trapezio, reputo sia più opportuno un taglio orizzontale della mezza luna. Un Crescent più basso che garantirebbe una sicura visione del paesaggio mantenendo l’interesse pubblico dell’opera». Insomma, il “mezzo Crescent” che già qualche tempo fa lo stesso consigliere Adinolfi aveva proposto all’attenzione dell’amministrazione comunale.

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