Tutti ai piedi di Pavel Berman

Scritto da , 4 Dicembre 2019
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Dopo la standing ovation per il grande violinista, stasera alle ore 20, il Teatro Verdi ospita il Diamond Trio composto dal duo di clarinetti Gurfinkel con Silvia Patru al pianoforte

Di OLGA CHIEFFI

Un suono raffinatissimo, come la giacca di velluto indossata da Pavel Berman, in duo con un pianista suo pari e specchio, Roberto Arosio, ha incantato la platea del teatro Verdi l’altro ieri, che si è lasciata affascinare da pagine celeberrime e intense di Franck, Prokofiev, de Sarasate, il giovane Ravel e su tutti Ernst Bloch, quasi ipnotizzata interpretazioni di gran classe, profondamente sensibili sia alla componente timbrica che ritmica, sia alla particolarità dell’idioma melodico, con le note “dette” con chiarezza inenarrabile, una per una. Generosissimi i maestri con il pubblico salernitano che contava in sala anche diversi e valenti allievi, quali Annastella e Giuseppe Gibboni, unitamente a Gennaro Cardaropoli, i quali hanno inteso concedere ben quattro bis. Questa sera, con sipario alle ore 20, il teatro ospiterà The Diamond Trio, formazione che coniuga i clarinetti del duo Gurfinkel che si uniranno al suono del pianoforte di Silvia Patru, protagonisti di un programma virtuosistico. Sono identici i gemelli Daniel e Alexander Gurfinkel che tratteranno virtuosamente le chiavi dei loro clarinetti, in un doppio unico  in cui fonderanno i suoni, su di un programma eterogeneo che verrà  da un Mendelssohn-Bartholdy innamorato del colore del clarinetto con il Konzertstück n.1 op. 113  per clarinetto, corno di bassetto e pianoforte, composto a Berlino nell’inverno del 1832-1833, dedicato a due amici per esecuzioni familiari, il virtuoso clarinettista Heinrich Baermann e suo figlio Karl che suonava il bassethorn, nell’orchestra dell’Opera reale di Monaco. L’autografo dell’op.113, reca il titolo curioso “Die Schlacht bei Prag. Ein grosses Duett fur Damfnudel oder Rahmstrudel, clarinett und bassethorn” (la battaglia di Praga. Grande duetto per panino al sapore di strudel con panna, clarinetto e bassethorn). Quindi, omaggio a Rossini con l’aria di sortita di Figaro dal Barbiere di Siviglia trascritta da M. Dulitzky, esaltante lo scioglilingua più celebre della lirica italiana. Col Capriccio n. 24 di Paganini, arrangiato da Eugene Levitas, i fratelli diverranno i “clarinettisti del diavolo”, passando quindi al Rondò Capriccioso di Camille Saint-Saens, tutta musica violinistica altamente virtuosistica e brillante. Ancora puzza di zolfo con le variazioni sul tema de’ “Il Carnevale di Venezia” firmate da Alamiro Giampieri, che riveleranno l’intero ventaglio di difficoltà della tecnica clarinettistica. Ascolteremo, quindi una “Carmen” in blue, essenza romantica per due generi che portano il velo nero, prima del gran finale che saluterà l’esecuzione di “Fiddler on the Roof” di Jerry Bock-Levitas, un medley da “Porgy and Bess” di George Gershwin e un viaggio nel clarinetto kleizmer composto da Yuri Povolotsky.

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