Turismo, De Falco: «Mancano informazioni Parcheggi? Un problema per la città»

Scritto da , 27 agosto 2018
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Erika Noschese

Bilancio positivo per questa stagione estiva che sembra volgere al termine. A fare il punto della situazione Adriano De Falco, presidente dell’associazione Aseas Accomodation Salerno, l’associazione delle strutture extra alberghiere che tiene però a precisare che «la stagione non è finita. Non bisogna fare l’errore di considerare che la stagione sia luglio ed agosto perchè è la stagione per noi italiani mentre ci sono tante persone che in vacanza vanno in altri mesi. La nostra stagione termina a fine ottobre ed iniziano a fine marzo, inizio aprile». Dunque, la stagione estiva non è ancora giunta al termine e quello di questo 2018 è solo un primo bilancio provvisorio. «C’è movimento a Salerno però la qualità si è un po’ abbassata perchè essendoci molta concorrenza, sia leale che sleale a causa degli abusivi, si sono abbassati i prezzi e si è abbassata anche la qualità», ha spiegato ancora il presidente De Falco che parla di “svendita” delle camere soprattutto per quanto riguarda i B&B. «Questo abbassa la qualità del turismo che arriva in città perchè una persona che spende 20 euro per una camera difficilmente andrà a spendere al ristorante, preferendo piuttosto il supermercato», ha poi aggiunto il presidente dell’associazione che racchiude sotto di sé tutte le strutture extra alberghiere. Tanti arrivi, in città, fino ad ora, ma la qualità è calata. Per quanto riguarda gli abusivi, secondo te cosa occorre fare? «Ne abbiamo già parlato con il consigliere Natella, occorre fare controlli incrociati tra quelle che sono le strutture ricettive, autorizzate dal Comune e registrate, e quelle che sono le piattaforme online come Booking. Quindi, andare a vedere se le strutture corrispondono. E’ più semplice di quello che si può immaginare ma ci vuole tempo, non è facile. Non possiamo essere noi strutture ricettive o associazioni ad occuparci dei controlli». Secondo te, a Salerno oggi possiamo parlare di movida morta? «La movida si è un po’ diluita in vari punti. Probabilmente, prima la movida – e ti parla da salernitano – si concentrava più sul centro storico basso ora trovi pezzi di movida sparsi qua e là. Io ieri notavo che è fatta a zone. E sicuramente i parcheggi non aiutano. L’accessibilità alla città non aiuta la movida. Anni fa, quando al posto della piazza (piazza della Libertà ndr) c’erano i parcheggi, quello consentiva l’arrivo in città, di fermarsi e poter stare. Io perchè sono di Salerno e so dove parcheggiare altrimenti sarebbe stato un problema anche solo venire a Salerno». Quali sono i servizi che, secondo te, mancano in città e che potrebbero essere utili per incrementare il turismo? «Tante cose. Sicuramente le informazioni in loco. Adesso, tutto sommato, siamo stati bravi a fare un buon marcheting, nel senso che adesso la città – sia per gli italiani sia per gli stranieri – inizia ad essere abbastanza conosciuta come punto strategico, sia come appeal della città stessa sia come punto strategico delle altre attrazioni che abbiamo sul territorio, come la Costiera, Pompei, Paestum e così via. Però, quello che manca sono le informazioni in loco: indicazioni, segnalazioni di monumenti aperti, orari chiari e definiti, assistenza ai turisti in loco, infopoint aperti quasi h24, quasi 7 giorni su 7, in punti strategici e ben identificabili. E’ sicuramente becero il modo in cui vengono trattati i turisti agli imbarchi dei traghetti: non possono ricordarsi a giugno che probabilmente servono le pensiline. Se i traghetti partono ad aprile, vannop messe ad aprile perchè una delle attrazioni di Salerno è la Costiera con i traghetti». Per quanto riguarda questo primo bilancio puoi esserne soddisfatto o pensi che Salerno poteva dare di più? «Salerno deve dare di più, anche come civiltà dei cittadini e come pulizia. Come numeri credo possa andar bene, i turisti ci sono stati e ormai il turismo c’è perchè Salerno ha un ruolo strategico però manca ancora tanto. Manca la cultura del turismo a Salerno ma è normale che non ci sia, ci vuole tempo, ci vogliono anni».

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