Truffa e falso, a giudizio l’assessore Maria Rita Giordano

Scritto da , 11 maggio 2017

Pina Ferro

Con una delega recante la firma autenticata dello zio ha ritirato alcuni assegni e successivamente avrebbe trasferito dal conto del congiunto al suo la somma di 9000 euro. Nulla di strano, se non fosse per il fatto che nel giorno in cui sarebbe stata effettuata l’autenticazione della firma, dinanzi al pubblico ufficiale dell’anagrafe del comune di Salerno, lo zio era ricoverato all’ospedale “Pascale” di Napoli. Con l’accusa di truffa e falso l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Salerno Maria Rita Giordano, ieri, è stata rinviata a giudizio dal gup (giudice per le udienze preliminari) Pietro Indinnimeo del Tribunale di Salerno. L’esponente della Giunta di Vincenzo Napoli, difesa da Giuliana Scarpetta, è stata iscritta nel registro degli indagati, da parte del sostituto procuratore Katia Cardillo, a seguito della denuncia presentata dai cugini i quali sostengono che il loro papà non avrebbe firmato nessuna delega anche perchè nel giorno in cui fa riferimento la data di autentica della firma l’uomo era ricoverato a Napoli. La presenza del delegante era necessaria considerato anche che il timbro con cui si autentica recita “alla mia presenza…….”. Non regge neppure l’ipotesi che l’uomo si sia allontanato dall’ospedale partenopeo per venire a Salerno firmare e poi rientrare a Napoli. Infatti, una tale circostanza doveva, necessariamente, essere riportata in cartella clinica. Anche l’assenza di soli pochi minuti da una struttura ospedaliera va annotata in cartella e, allo stato non esiste alcuna nota che attesti l’assenza del paziente. La vicenda ha inizio a seguito della morte dello zio del componente l’Assise: i figli nel rimettere in ordine gli oggetti personali dell’uomo trovano la delega e dopo averla visionata affermano che tale firma non appartiene al loro papà anche perchè era in ospedale in quel periodo. Secondo quanto ricostruito, Maria Rita Giordano avrebbe utilizzato la delega autenticata i per ritirare degli assegni (ritirare e non incassare in quanto i titoli erano non trasferibili). Successivamente, sempre secondo l’impianto accusatorio, la Giordano, poco primo che lo zio entrasse in coma avrebbe bonificato sul suo conto la somma di 9000 euro prelevati dal conto dello zio. Soldi che a detta dei cugini non gli spettavano. Secondo Maria Rita Giordano, invece, il prelievo della somma era stato autorizzato dallo zio ed erano a copertura parziale di un prestito che l’uomo aveva ottenuto dalla madre dell’assessore. Per tale vicenda penderebbe anche un procedimento in sede civile. Resta da appurare in che modo sia stato effettuato il passaggio di denaro da un conto all’altro, si ipotizza un alterazione di documenti. L’assessore Giordano, il prossimo 27 settembre sarà chiamata a difendersi dalle accuse di truffa e falso dinanzi al giudice monocratico Montefusco della prima sezione penale del tribunale di Salerno. La pubblica accusa sarà rappresentata dal sostituto procuratore Dalitto. I figli del defunto saranno parte civile nel procedimento e saranno rappresentati dall’avvocato Angela Cisale.

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