Truffa e false attestazioni: geometra salernitana a processo

Scritto da , 7 ottobre 2015

Truffa e false attestazioni. Salvatore Siani, un geometra salernitano, classe 1975, è finito nei guai per aver raggirato una coppia salernitana con la promessa di risanare la situazione relativa ad un immobile ubicato a Salerno in via dei Greci, 130 secondo piano. Ieri si è celebrata l’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Salerno, Berni Canani, che ha disposto il rinvio a giudizio del professionista salernitano trasferitosi a Reggio Emilia ed impegnato nei lavori per la realizzazione della Tav. L’uomo, difeso dagli avvocati Arianna Santacroce e Paolo Carbone (ieri sostituitio dall’avvocato Lucio Basco), è accusato del reato di truffa ai danni del salernitana Cuoco Carmine. Nello specifico per far “apparire realizzate le condizioni (titoli abilitativi) necessarie per la costruzione di un manufatto abusivo nonché adempiuti gli obblighi inerenti gli incarichi ricevuti formava i seguenti atti: permesso di costruire  creato con modulistica differente da quella in uso presso il competente ufficio del Comune di Salerno, recante la falsa sottoscrizione del dirigente comunale architetto Davide Pelosio non appartenente all’ufficio comunale addetto al rilascio dell’atto; domanda di permesso di costruire recante falso protocollo del Comune di Salerno, parere favorevole Bap con protocollo archivo generale che in realtà corrispondeva ad altra pratica (richiesta Chianciano 2012); protocollo falso in relazione alla pratica: “Pua comparto edificato Cr 48”; attestazione Dia, per cambio di destinazione d’uso, mai rilasciata dal Comune; richiesta documentazione integrativa alla domanda del Pdc.  Il geometra inoltre, per rendere più credibile il suo modus operandi, aveva contrafatto una serie di ricevute di versamento su conto corrente postale non corrispondenti ad alcune effettivo versamento eseguito. Ricevuto che venvano falsamente create da esso Siani e consegnate a Cuoco per giustificare la cifra complessiva che di 8680 euro che si faceva corrispondere con una serie di assegno (uno di 2600 euro intestato alla filiale di Coperchia della Mps). Inoltre “in qualità di tecnico incaricato da Carmine Cuoco di seguire interventi edilizi sull’immobile di proprietà del predetto sito in Salerno in via dei Greci, con artifici e raggire consistiti nel rappresentare false circostanze in relazione a quanto, a suo dire, occorrente per l’esecuzione dei lavori edilizi presso l’immobile di proprietà del predetto sito in Salerno alla via dei Greci 130 con artifizi e raggiri consistiti nel rappresentare false circostanze in relazione a quanto, a suo dire, occorrente per l’esecuzione dei lavori edilizi presso l’immobile di proprietà di Carmine Cuoco e nel rappresentargli, in particolare, la necessità di quattro pratiche edilizie, nonché con artifici consistiti nel formare egli stesso gli atti e dicomuneti falsi per ciascona fantomatica pratica simulando così il perfezionamento positivo delle condizioni necessarie per portare a compimento i lavori e l’adempimento degli obblighi connessi all’incarico ricevuto e così rafforzando la fiducia fin dall’inizio carpita. In tal modo si procurava un ingiusto profitto ottenendo da parte del Cuoco il versamento di somme di denaro sia contanti che che mediante assegni bancari per una cifra complessiva che sfiora i diecimila euro. Con le aggravanti di aver cagionato alle persone offese un danno patrimoniale di rilevante entità e di aver agito abusando del reparto di prestazione d’opera. Inoltre, in qualità di direttore dei lavori e in assenza del prescritto permesso di costruire, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico abilitativo, realizzavo un manufatto di ferro sul terrazzo di pertinenza dell’appartamento di proprietà di Carmine Cuoco; per aver eseguito i lavori indacati in zona sismica senza averne dato preavviso scritto allo sportello unico. I proprietari dei locali avevano chiesto l’intervento del geometra per poter avviare un’attività artigianale da esercitare negli immobili da sanare. Ai fini della ncessaria autorizzazione per svolgere quest’attività aveva riprodotto artificiosamente il logo dell’Asl e la falsa attestazione del dirigente medico responsabile. Siani era riuscito prima a carpire la fiducia del figlio di Cuoco, che l’aveva presentato al genitore, e poi dello stesso genitore. La famiglia Cuoco ieri si è regolarmente costituita in giudizio attraverso l’avvocato Enrico Maria Giovine. Il Gup ha disposto l’udienza preliminare davanti al giudice monocratico Albarano per il 18 febbraio 2016.

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