Truffa all’Inps, 13 arresti nell’Agro. Sequestri per 60 milioni

Scritto da , 8 febbraio 2013
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Sono 13 le persone finite agli arresti domiciliari nell’operazione ‘Mastrolindo’, coordinata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, e che ha fatto piena luce su una organizzazione che operava nell’agro sarnese nocerino, dedita alle truffe ai danni dell’Inps.

17 sono invece le ordinanze di sequestro per equivalente di somme di denaro, beni immobili, mobili registrati, conti e depositi bancari, per un valore complessivo di 60 milioni di euro eseguite nella mattinata dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore.

 

I carabinieri hanno sequestrato beni e valori per 60 milioni di euro a carico dei componenti dell’associazione. Nell’inchiesta sono state scoperte irregolarità su circa 9.500 posizioni lavorative in 23 ditte fantasma con il coinvolgimento di 7 studi di consulenza del lavoro e un patronato.

L’operazione è scattata nella zona di Nocera Inferiore e nei comuni dell’Agro Nocerino-Sarnese. Vi prendono parte i carabinieri dei comandi provinciali e territoriali e quelli della sezione di polizia giudiziaria della Procura e del Nucleo ispettorato del lavoro di Salerno che stanno eseguendo ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 17 persone.

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno scoperto un’organizzazione, composta da professionisti del settore, che attraverso la creazione di false imprese industriali e del terziario, instaurava inesistenti rapporti di lavoro intestati a cittadini compiacenti.

Attraverso questo meccanismo il gruppo otteneva – secondo l’accusa – illecitamente provvidenze e misure previdenziali dall’Inps, fra le quali indennità di disoccupazione, maternità e malattia.

L’indagine, coordinata dal pm Roberto Lenza, ha visto la fattiva collaborazione anche del Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro e INPS di Salerno.L’organizzazione, in cui risultano coinvolti, tra gli altri, commercialisti, consulenti del lavoro, imprenditori, i quali creando aziende spesso inesistenti, avrebbero fittiziamente costituito falsi rapporti di lavoro nel settore del terziario per entrare in possesso di risorse pubbliche per un importo che supera i 41 milioni di euro.

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