Truffa alla Bnl, condannati gli Amato e Barbato

Scritto da , 18 maggio 2017

pieffe

Avevano presentato alla Bnl, per ottenere un prestito, un documento che attestava, in favore della Amato spa, un credito con l’Agenzia delle entrate poi risultato inesistente. Con l’accusa di truffa sono stati condannati Antonio e Giuseppe Amato Junior (un anno e due mesi ciascuno) e Alfio Barbato (un anno). La pubblica accusa aveva chiesto l’assoluzione per Antonio Amato e la condanna a 7 mesi per Peppino Amato Junior e per Alfio Barbato, dipendente del pastificio che secondo l’accusa, era il riferimento per le pratiche bancarie. La vicenda risale al 2010, quando il pastificio ottenne dalla Banca nazionale del lavoro due linee di fido, per 463mila e 256mila euro, con cui avrebbe coperto precedenti sconfinamenti e ripianato parte di un’esposizione debitoria che ammontava a 2 milioni e 800mila euro. Quelle ulteriori aperture di credito sarebbero state concesse, secondo l’accusa, dopo che l’azienda presentò alla Bnl un documento dell’Agenzia delle entrate poi risultato fasullo, che attestava il diritto a un rimborso Iva del terzo e del quarto trimestre 2009.

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