Troppe carenze strutturali: gli studenti occupano la scuola

Scritto da , 12 gennaio 2018

Pina Ferro

Troppe carenze strutturali, gli studenti non ci stanno e dichiarano lo stato di agitazione. Al centro delle polemiche le condizioni in cui versa il liceo “Da Vinci” di Salerno. Condizioni che hanno fatto alzare la voce ai tanti ragazzi che ogni giorno in quella struttura trascorrono dalle cinque alle sei ore. L’istituto è occupato da giorni dai ragazzi che protestano per svariate ragioni. Tra le cause della occupazione le carenze strutturali dell’Istituto. Bagni rotti o fatiscenti e non sempre fruibili per l’ampia popolazione scolastica del Liceo, pareti danneggiate, vetri rotti e tante altre problematiche che incidono sulla attività didattica e sulla serenità degli studenti Alla domanda che più o meno tutti stanno ponendo in questi giorni ai liceali del Da Vinci, «Che senso ha occupare una scuola nel 2018?», i ragazzi rispondono compatti: «È l’unico modo che conosciamo per farci sentire. Al Da Vinci ha sempre funzionato così: abbiamo memoria delle occupazioni storiche del liceo, per questo sappiamo che solo con questa forma di protesta possiamo essere presi in considerazione». Dunque, una presa di posizione forte e per i ragazzi l’unica in grado di far ascoltare la loro voce. Probabilmente hanno già provato a farsi sentire attraverso altre forme di comunicazione ma senza sortire nessuno degli effetti sperati. Il Liceo Da Vinci è allocato in via Principessa Sichelgaita, nello stesso stabile che ospita l’istituto tecnico per ragionieri “Genovesi”. I ragazzi pongono l’accento su varie questioni che andrebbero risolte. Si tratta di questioni che riguardano soprattutto gli spazi, esigui, e le carenze strutturali. Probabilmente basterebbero pochi interventi per creare condizioni ottimali. Gli studenti chiedono solamente di poter trascorrere le ore di lezione in una struttura accogliente senza stress. La protesta andrà avanti fino a quando non saranno ascoltate e prese in considerazione le istanze degli studenti. Vogliono risposte certe e soprattutto vogliono fatti e non promesse. Vogliono una scuola che sia strutturalmente funzionale.

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