Troppe anime Pd, «Scelgano gli elettori»

Scritto da , 28 agosto 2014

di Andrea Pellegrino

Favorevole alle primarie per la scelta del candidato Governatore. Piero De Luca scatta la sua fotografia sul Pd e sulla situazione in Campania del Partito democratico. «Quando ci sono più anime è giusto che si dia la parola ai propri elettori per scegliere», spiega il primogenito del sindaco di Salerno che sulla “successione” a Palazzo di Città annuncia: «Non c’è nessuna eredità da difendere. C’è solo da non disperdere un patrimonio». Sulla mancata nomina nel governo Renzi dice, invece: «Hanno prevalso logiche, legate a vecchi giochi di equilibri politici». Attualmente Piero De Luca è membro dell’assemblea nazionale del Pd ed è convinto che Renzi stia facendo e farà bene al Paese. Renzi premier ed il Pd. Davvero si sta cambiando verso? «Credo che in Italia si avverta finalmente la necessità di un cambio di marcia, di un risveglio dall’apatia che ha caratterizzato fino a poco tempo fa la nostra società. La figura di Renzi ha avuto la funzione di togliere ogni alibi ai finti rinnovatori e di far franare il terreno sotto i piedi ai veri conservatori, a coloro che provano a difendere da anni le c.d. rendite di posizione. Il premier è stato in grado finora di catalizzare le energie positive del Paese, e di fornire alle stesse la speranza che l’Italia possa finalmente risolvere le proprie contraddizioni strutturali, da un lato, rinnovando le istituzioni al fine di ottenere risparmi di spesa pubblica e miglioramenti sensibili in un processo legislativo attualmente lento e non più al passo con i tempi imposti dal mondo del lavoro e delle imprese; dall’altro, riportando la politica alla sua funzione originale di attività chiamata non solo ad analizzare e discutere all’infinito dei problemi delle comunità ma anche ad affrontare e risolvere gli stessi con decisione, tempestività e un po’ di visione per individuare i settori nei quali incidere prima e con maggiore forza». Alle Europee il Pd ha incassato più del 40 per cento dei consensi, manterrà le promesse? «Il Pd è stato investo di un’immensa responsabilità da parte dei cittadini Italiani in occasione delle scorse elezioni europee. È necessario iniziare però a concretizzare la grande mole di lavoro immaginato e programmato, intervenendo da subito in tre grandi settori: 1) nel campo dell’istruzione, a partire dall’ammodernamento degli edifici scolastici, dall’aggiornamento dei programmi e dalla creazione di più efficaci sinergie – come accade in tanti altri Paesi europei – tra la scuola, l’università ed il mondo delle imprese; 2) nel sostegno al lavoro, ridiscutendo senza ideologismi su come creare nell’immediato impiego soprattutto per i giovani, su come rafforzare gli strumenti di tutela sociale per tutti i lavoratori che in Europa chiamiamo “finti autonomi”, ossia coloro che sono impiegati per anni con partita Iva pur svolgendo in realtà un lavoro subordinato, e su come risolvere l’insopportabile prassi tutta italiana del precariato derivante dalla reiterazione all’infinito di contratti a termine (penso ad esempio agli insegnanti e al personale Ata dalla scuola), immaginando forme di stabilizzazione sostenibili per le imprese e le amministrazioni; 3) nel rafforzamento e nel miglioramento centralizzato delle procedure di utilizzo dei fondi Ue (che giungano fino a forme di “commissariamento” nei confronti delle Regioni e di tutte le autorità di gestione inefficienti), per non correre il rischio di perdere un’altra occasione di crescita economica e sviluppo strutturale nei territori delle Regioni più deboli, soprattutto del Mezzogiorno d’Italia. Infine, mi lasci dire, è necessario che il Governo continui sulla strada intrapresa in ambito europeo per reclamare maggiore attenzione alla crescita e alla solidarietà chiedendo con forza azioni comuni di sostegno al nostro Paese nella gestione del dramma dell’immigrazione clandestina, così da poter sostituire o quantomeno affiancare il programma italiano Mare Nostrum con uno di livello continentale gestito dall’agenzia Frontex». Come ha vissuto la mancata nomina di Vincenzo De Luca a viceministro del governo Renzi? «Guardi, da professionista che lavora all’estero per l’Ue, credo che l’Italia abbia perso una grande occasione di utilizzare per il proprio rilancio economico ed infrastrutturale una delle personalità con maggiore esperienza e competenza in materia. Hanno prevalso probabilmente altre logiche, legate purtroppo a vecchi ed antipatici giochi di equilibri politici». Veniamo a noi. Il prossimo nodo cruciale solo le Regionali, primarie si o primarie no per la scelta del candidato presidente? «L’attuale fase politica regionale, è inutile nasconderlo, appare senza dubbio molto delicata. La fotografia però è abbastanza semplice. Ci sono infinite anime, correnti, gruppi politici che intendono confrontarsi tra loro per individuare il candidato Governatore che debba sfidare Caldoro. Evidentemente, le esperienze, le storie politiche e le capacità amministrative in campo sono profondamente diverse da loro. Pertanto, come in ogni democrazia e partito democratico che si rispetti, credo che la scelta più corretta da fare sia quella di far pronunciare i propri elettori e individuare con una consultazione dei territori la figura che i nostri militanti ritengono più convincente per provare a riprendere in mano la Regione. Francamente faccio fatica ad individuare altri percorsi. A mio avviso, ogni differente soluzione equivarrebbe un po’ a un tradimento dello stesso spirito renziano del partito». I deluchiani riusciranno nell’impresa di scalare Palazzo Santa Lucia? «Le dico sinceramente che il problema non è di chi riuscirà a Governare la nostra Regione per i prossimi cinque anni, ma di quale progetto di rilancio urbanistico e infrastrutturale, di quali riforme nella gestione della sanità o dei rifiuti, di quale rivoluzione economica e sociale si riuscirà con serietà e credibilità a realizzare in questo periodo, e, mi lasci dire, di quanti giovani e quante famiglie saremo in grado di far rientrare in Campania nei prossimi anni con una prospettiva di vita e di lavoro stabile. Ecco questa è la vera sfida su cui dovremo confrontarci tutti». In che stato di salute è il Pd di Salerno? Quali sono gli aggiustamenti in vista dei prossimi appuntamenti elettorali? «Il Pd salernitano mi pare goda di ottima salute – anche se non si dovrebbe mai usare questa espressione per scaramanzia. È del tutto evidente che vive da anni di luce riflessa dell’esperienza politica e amministrativa maturata da Vincenzo De Luca al Comune di Salerno, ma credo si stiano ponendo anche le basi per far crescere una nuova valida classe dirigente in grado di continuare in futuro a lavorare al servizio della nostra provincia e della nostra città». Qui a Salerno dopo De Luca senior? Un’eredità non facile per nessuno… «Capisco il gioco di parole, ma qui non c’è nessuna eredità da difendere o da affermare. Salerno viene da venti anni di crescita e di sviluppo straordinari che hanno assunto forme probabilmente inimmaginabili nei primi anni Novanta nemmeno ai più visionari. È ormai un punto di riferimento assoluto – e temo di dimenticare sicuramente qualcosa – per l’architettura e l’urbanistica, per la cura dei quartieri, per la gestione della raccolta differenziata, per l’assistenza agli anziani, per gli asili nido, per la sicurezza urbana, per il turismo legato alle luci d’artista ed al traffico crocieristico, per eventi culturali al teatro Verdi, e tanto altro. In futuro si dovrà anzitutto tentare di non disperdere quanto finora realizzato, mantenendo lo stesso livello di servizi e di qualità della vita, senza cedere a spinte oscurantiste ed immobiliste. Bisognerà poi provare ad incrementare ulteriormente la vocazione turistica della città completando e rafforzando i progetti, già in corso, di sviluppo del fronte di mare soprattutto nella zona del litorale orientale. È lì che potremmo creare un polo turistico in grado di rappresentare un attrattore permanente in ogni periodo dell’anno, soprattutto d’estate. Per fare tutto questo è necessario un gruppo dirigente giovane e motivato, che faccia tesoro dell’attuale esperienza amministrativa, e che intenda lavorare con amore e passione per l’ulteriore sviluppo della nostra città».

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