Trigesimo Avvocato Mario Amato

Scritto da , 10 aprile 2015
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Un mese fa, è mancato ai vivi l’Avvocato Mario Amato, lasciando un vuoto incolmabile nella sfera dei nostri affetti. In tempi “usa e getta” – anche la coscienza e i sentimenti, disvivere più che vivere – ossia la vita quotidiana intesa quale consumo veloce, consunzione oscura, spendita e ricarico inerti, abbandono, cieca soddisfazione, sopraffazione, l’ironia, il sorriso, una rima di Mario potevano assolverti e redimere. Nel ricordo oggi reso disperato dall’agire quieto e incessante delle grandi leggi di natura, capaci di svelare il segreto di quell’anima senza tradirla, gettandovi soltanto un raggio di luce obliqua, scopriamo dentro di noi una nuova qualità d’animo, un patrimonio di affetti e valori infinito, che Mario col suo esempio, nella sua intensissima esistenza terrena ci ha trasmesso. La prima grande virtù dell’uomo è la verità (secondo alcuni filologi deriva dalla radice iranica ver che significa fiducia, realtà). Se noi riusciamo ad agire in modo da suscitare la fiducia degli altri, e al tempo stesso ad avere fiducia negli altri, come il pescivendolo che a Napoli afferma che la vongola è verace, scrive il maestro Aldo Masullo, ovvero che rappresenta la vera e onesta vongola e lo fa dire a lei stessa, forse potremo risollevarci dalla nostra condizione che sta cedendo al Nulla. L’ invito è a rompere il guscio d’isolamento, che non è materiale, ma una volontaria reclusione dell’io. La passione non è la cecità di lasciarsi prendere da un’urgenza, ma patire, cioè vivere profondamente e dare spessore alla storia, ponendo un freno al frenetico correre, in modo da fermarci a riflettere su noi stessi, poichè l’uomo è libero e vive in quanto trascende con il proprio pensiero la stessa vita immediatamente vissuta, l’ Uomo è tale quando pensa la Vita. Questa sera, alle ore 19, verrà celebrata nella chiesa della Santissima Annunziata in Salerno e domani, alla stessa ora, nella chiesa Madre Di Sicignano degli Alburni, suo paese natale, la messa di trigesimo, per i familiari, a cui si stringono Olga, Antonio e Laura, unitamente all’intera redazione di Cronache del Salernitano, e per quanti lo conobbero e la stimarono, per rinnovare commossamente il ricordo della sua figura umanissima

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