«Trattati come animali», dura nota sul web dei tifosi del Benevento

Scritto da , 10 ottobre 2016
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Il derby tra Salernitana e Benevento si è svolto in un clima di grande correttezza tra le due tifoserie anche se non sono mancati alcuni ultras della parte bassa del settore distinti che hanno pensato bene di festeggiare i due gol granata con gesti offensivi verso i beneventai. Episodi isolati che non macchiano il bel pomeriggio di sport tra le due tifoserie. Quel che sorprende è la durezza della tifoseria sannita che racconta così l’odissea per raggiungere l’Arechi di Salerno. “La Curva Sud redige questa nota per segnalare il vergognoso servizio espletato dalle forze dell’ordine in occasione del derby di Salerno. Abbiamo organizzato dei pullman a costi esigui per poter permettere a tutti di partecipare alla trasferta e siamo i primi a essere dispiaciuti per quanto accaduto. In tal senso, porgiamo le nostre scuse a tutti i tifosi che si sono recati in trasferta con noi. Purtroppo ciò che è accaduto non è dipeso affatto dalla nostra organizzazione.  

La Questura ci ha invitato a partire alle ore 14.20, costringendoci a seguirla a PASSO D’UOMO. Inutile dire che l’inizio non è stato dei migliori, considerato che nel momento dell’ingresso nel pullman, venivamo filmati con delle telecamere come se fossimo dei criminali. Come se non bastasse, il percorso è stato notevolmente allungato, facendoci arrivare all’Arechi a ridosso del fischio d’inizio della partita. Avrete ben capito che tutti i presenti, tra i quali donne e soprattutto bambini, sono stati costretti a sorbirsi tre ore di viaggio per raggiungere una meta non molto distante dalla nostra città.

Le stesse forze dell’ordine, tra l’altro, hanno vietato a tutti di scendere dai pullman, non cedendo nemmeno quando molti richiedevano di poter soddisfare i propri bisogni personali. Pura follia. Chiediamo urgentemente delle spiegazioni ai responsabili di queste decisioni. Stiamo pensando seriamente di abbandonare l’idea di organizzare pullman per le prossime trasferte, in modo da permettere a tutti di raggiungere lo stadio con mezzi privati, evitando di vivere una vera e propria odissea. Siamo consci che questo è l’ennesimo frutto marcio del calcio moderno, ma essere trattati come veri e propri animali è troppo”.

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