Trasporti e infrastrutture, oggi manca un piano per la circolazione con i tir

Scritto da , 27 Giugno 2022
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di Felice Bottiglieri*

Il lavoro preparatorio, lo svolgimento, le analisi successive all’incontro svoltosi su piattaforma digitale nel mese di marzo 2021 hanno consentito di constatare che il traffico generato dall’attività portuale condiziona in maniera determinante la circolazione automobilistica – trasporto pubblico e trasporto privato – sulla rete stradale urbana e sui collegamenti di essa a quella extra-urbana d’ogni ordine. Il dato più sintetico e significativo è la fequenza del transito dei Tir sull’esistente collegamento che è 3 tir/ 1’. Di fatto la Città ne rimane privata della circonvallazione; interi quartieri soffrono la difficoltà dei collegamenti con il centro cittadino; la rete stradale del centro cittadino ne viene gravata da volumi di traffico di attraversamento a preferenza degli itinerari di shuntaggio che impongono tempi doppi, con velocità da “passo d’uomo”, con consumi di carburante ed emissione di gas di scarico a livelli intollerabili. Questa situazione è destinata a perpetuarsi per un incalcolabile numero di anni dal momento che: non esiste, allo stato, il progetto della prosecuzione di “Porta ovest” dall’uscita attuale su via D.Moscati (peraltro da completare) diversa dall’attuale comprendente la difficoltosa immissione sulla Sa-RC; il Governatore della Regione Campania ha recentemente presentato una ortofoto del “tracciato di progetto” (affiancata ad altra dello stato attuale) per la cui realizzazione non risulta avviata alcuna procedura di pubblica evidenza; nel contempo iniziative di segno opposto ad una qualunque soluzione immediata del problema, vanno sviluppandosi ad opera dell’Autorità portuale e, cioè: approfondimento dei fondali oltre i “dichiarati m.13”, già da tempo abbondantemente superati, allargamento dell’imboccatura del porto. Tali interventi vengono motivati dall’esigenza di ospitare le navi da crociera; trattasi di assoluta falsità, dal momento che tali navi hanno, allo stato attuale, un pescaggio che non supera i m 10,00; il più importante operatore portuale, intanto, potenzia il parco gru con semoventi composte da torre di altezza m 57,5 e “braccio” di m 63 che possono operare su navi la cui larghezza consente il carico di 22 containers affiancati, contro il massimo attuale che è di 19. Ai maggiori volumi di traffico ulteriormente producibili – documenti ufficiali ne riportano l’entità al 2017 in oltre 14 m.ni di t/anno – ed alla insufficienza di superficie di banchina si ritiene di poter far fronte ricorrendo al deposito di containers nelle cave di inerti esistenti ed in esercizio nel vallone Cernicchiara. Un tale quadro sembra ora ricevere conferma ed impulso decisivo grazie a: il Pnrr per Salerno: Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno, stanziamento Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), pari a 361 milioni, per gli investimenti infrastrutturali da realizzare nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia. ZES e Porto – “In ambito Zes, il Pnrr prevede lo stanziamento di 50 milioni per le aree retro portuali quali le aree industriali di Battipaglia e di Mercato San Severino. 120 milioni per lo sviluppo del porto di Salerno, così suddivisi: 10 milioni per Porta Ovest, 40 milioni per il dragaggio del canale di ingresso; 15 milioni per il prolungamento di 200 metri del molo Manfredi; 40 milioni per consolidamenti ed adeguamenti di moli e banchine; 15 milioni per abbattere l’inquinamento oggi prodotto dalle navi ferme in porto”. Non risultando provvisti di porto né Battipaglia, né M.S.Severino, citati come ad esempio, “quali”, sembra attendibile l’ipotesi che volutamente si sia omessa la citazione “Salerno”, laddove proprio il territorio comunale della Città portuale è interessato da un progetto al quale si riferisce l’intervento del Presidente della Regione che lo presentò mostrando le due “ortofoto” che qui si allegano. Preliminarmente si pone il quesito circa la “competenza” ad intervenire sul territorio comunale, per di più in aree extra-portuali, attribuita all’Autorità del Sistema portuale con totale omissione di qualunque provvedimento di carattere urbanistico che sarebbe il presupposto “sine qua non” da adottare a norma di Leggi e regolamenti dal Comune di Salerno, con tutte le procedure di pubblicità per esso previste. Ma l’Autorità Portuale gode anche di altro finanziamento per opere da eseguire nel porto di Salerno per un totale di € 120 milioni prevedendosi: 10 milioni per Porta Ovest, 40 milioni per il dragaggio del canale di ingresso; 15 milioni per il prolungamento di 200 metri del molo Manfredi; 40 milioni per consolidamenti ed adeguamenti di moli e banchine; 15 milioni per abbattere l’inquinamento oggi prodotto dalle navi ferme in porto. L’Amministrazione comunale certamente sbandiererà un presunto successo per tanta dovizia di finanziamenti occultando le verità che dietro esso si nascondono: “Porta Ovest” si completa con l’imbocco di via D.Moscati (ex via Risorgimento), non potendosi minimamente immaginare sufficienti € 10 milioni per il completamento fino allo svincolo di Fratte (per il quale non si conosce nemmeno il progetto (ammesso che esista). Di fatto, perciò, “Porta ovest” non sarà che la connessione delle banchine con il retro-porto costituito dal deposito che si va “consolidando” nelle cave del Vallone Cernicchiara. Tutti gli interventi sul porto che si finanziano sono funzionali esclusivamente al traffico di merci containerizzate, anche con navi di misure notevolmente superiori a quelle attualmente frequentanti il porto di Salerno. E’ assolutamente fuorviante (meglio: falsa) la motivazione addotta per il dragaggio e l’ampliamento del canale di imbocco del porto allo scopo di ospitare le navi da crociera: l’attuale profondità dei fondali – m. 13 – è largamente eccedente il pescaggio di queste ultime che raramente raggiunge i m. 10(1). Non sarebbero finanziabili con fondi Pnrr i lavori di ordinario mantenimento dei fondali come visto sufficienti. (I lavori di ampliamento del canale di imbocco, già eseguiti pressocchè al 100 %, sono già essi sufficienti anche ai traffici merci che si intende intensificare.) In definitiva i finanziamenti Pnrr formeranno vantaggio (e profitto) esclusivamente per gli operatori del Porto, mentre ai cittadini di Salerno (e non solo ad essi) saranno riservate tutte le macroscopiche, gigantesche diseconomie che derivano dall’ “intollerabile” traffico merci (3 TIR/1’) sulla rete stradale praticamente urbana. Ma in proposito, oltre ai rilievi di “legittimità” dell’ Istituzione godente dei finanziamenti, deve essere sviluppato ogni possibile accertamento sulla “conduzione” delle cava nel vallone del Cernicchiara, sia sull’entità e durata della “coltivazione” (absit “gloria” verbi) delle cave, in particolare per il mancato ripristino ambientale che, se le intenzioni sono quelle che vanno attuandosi, deve prevedersi come definitivamente abolito. E’ di particolare gravità l’intervento del prof. Stefano De Luca (non è parente del Governatore !) del Laboratorio di Trasporti dell’Università di Salerno che caldeggia l’utilizzazione delle Cave stesse per l’ampliamento del deposito dei containers. (v.l’all.to il cui testo è stato esattamente ripreso da documento di sconosciute origine e provenienza: per tale motivo si è ritenuto opportuno trasmetterlo formalmente al Direttore dello stesso laboratorio, Prof. Ing. Giulio Erberto Cantarella, dal quale ancora non si è ricevuta risposta). Ma non è meno grave che non abbia dato riscontro ad analoga segnalazione l’Assessore all’Urbanistica. L’esposizione “pubblica” di entrambi i destinatari delle lettere da me inviate mi autorizzano ad allegarne copia – oltre quella del citato intervento – al presente documento di cui assumo la piena responsabilità ed al quale ritengo di poter conferire carattere di appello per l’intervento di chiunque sia dotato di buon senso per impedire ogni ulteriore passo verso una tale realizzazione che sarebbe: mostruoso sfregio ambientale; danno sociale ed economico per i cittadini di Salerno ed in particolare per i rioni interessati; danno economico per l’azienda di Tp che vedrebbe ridotta ulteriormente l’efficienza del servizio a fronte di un aumento dei consumi e dell’impiego del personale. *ingegnere salernitano

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