Tragedia in Ateneo, pena ridotta all’autista, i giudici di secondo grado hanno condannato a due anni Pietro Bottiglieri che era alla guida del bus della Sita che travolse e uccise Francesca Bilotti

Scritto da , 11 gennaio 2017
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di Pina Ferro

 

Sconto di pena per Pietro Bottiglieri l’autista della Sita che durante una manovra travolse e uccise Francesca Bilotti, una studentessa di Giffoni Valle Piana. La tragedia all’Ateneo di Salerno. Ieri la Corte d’Appello di Salerno ha accolto la richiesta del Procuratore Generale Martuscielli ed ha condannato a due anni di reclusione l’autista, attualmente in pensione. A Pietro Bottiglieri, difeso dall’avvocato Lentini, è stata anche sospesa la patente di guida per due anni (in primo grado la sospensione della patente era di quattro anni). In primo grado all’uomo, era stata inflitta una pena di quattro anni e otto mesi di reclusione. L’uomo aveva scelto il rito abbreviato.
“Dobbiamo elargire giustizia e non vendetta” ha affermato il procuratore generale nel corso della sua requisitoria. In aula solo il papà di Francesca, la madre, ha preferito restare fuori dall’aula. Prima della requisitoria ai giudici della Corte d’Appello è stata consegnata una lettera scritta dalla mamma di Francesca. La missiva, per volere della corte, non è stata letta al fine di evitare di rispolverare un dolore atroce. La famiglia della studentessa si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Michele Tedesco.
Durante il dibattimente è stato fatto più volte riferimento ad un concorso di colpa. Secondo l’avvocato dell’autista la ragazza si trovava in un luogo di manovra e non doveva essere lì. Ribadito ancora una volta che il bus non era in fase di accelerazione in quanto stava facendo manovra ma probabilmente l’autista non ha prestato l’attenzione necessaria, poichè impegnato nell’occupare un posto per la sosta. Quindi Francesca è stata travolta e poi schiacciata dalla ruota del bus.
Era il 24 Novembre del 2014 quando si consumò la tragedia.
Francesca Bilotti, 23 anni, studentessa in lingue, stava camminando a piedi quando è stata travolta e uccisa nell’area del terminal bus del campus di Fisciano. In un primo momento era sembrato che la giovane fosse rimasta incastrata nelle portiere del veicolo durante la discesa, poi l’esame delle testimonianze e dei video ripresi dalle telecamere di sorveglianza ha permesso di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Il fidanzato di Francesca ha riferito di aver accompagnato la ragazza in auto fino alla rotatoria prima dell’ingresso dell’Università. Successivamente Francesca si è incamminata a piedi verso l’ateneo. L’autobus di linea della Sita, si vede nelle immagini, è incolonnato dietro un altro mezzo pubblico: lo ragazza lo supera e va avanti rispetto all’autobus. Frattanto la colonna di traffico si sblocca e l’autista sterza (a velocità moderata) verso destra. La giovane viene colpita dal lato destro della fiancata e viene investita dalle ruote anteriori di destra.

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