Traffico internazionale di droga sette arresti della Finanza

Scritto da , 7 aprile 2017

Pina Ferro

 

Il salernitano Giuseppe Caputo, 60 anni, è tra le sette persone arrestate, ieri, per traffico internazionale di stupefacenti dagli uomini della Guardia di Finanza di Salerno. Tutti gli altri soggetti arrestati risiedono nell’hinterland napoletano. L’organizzazione criminale aveva come punto di arrivo della droga il porto di Salerno. Le accuse per i soggetti finiti in carcere sono di traffico internazionale di stupefacenti del tipo cocaina, spaccio e produzione di documenti falsi. Il gruppo – secondo l’attività investigativa svolta dalle fiamme gialle – operava nei comuni del vesuviano ed era composta da personaggi residenti nei comuni di Ottaviano, Castellammare di Stabia, Sant’Anastasia, Pompei e in provincia di Salerno. L’intera attività investigativa denominata Bambasa è stata coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli. Le misure cautelari eseguite dai finanzieri del Gruppo Operativo Antidroga di Salerno con la collaborazione dei colleghi del comando provinciale di Napoli, sono state disposte dal gip del tribunale di Napoli che ha anche disposto numerose perquisizioni e sequestri nelle province di Salerno, Napoli, Firenze, Prato, Latina e Potenza.

L’organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina era radicata soprattutto nel territorio dell’hinterland vesuviano. Le indagini svolte dalle fiamme gialle e coordinate dalla Dda di Napoli hanno preso il via nel 2015 quando gli investigatori individuarono un carico di 30 chilogrammi di cocaina proveniente dall’Ecuador ed inizialmente destinato al porto di
Salerno. Ma il 29 di aprile del 2015 il carico fu sequestrato nel porto di Ambarli (Turchia) dalle autorità turche, informate attraverso i canali internazionali antidroga. Prima di apprendere del sequestro l’ organizzazione criminale cercò di entrare in possesso dei trenta chilogrammi di cocaina nel porto bulgaro di Burgas, dove era destinato il container contenente lo stupefacente.

La gestione di quel carico mai approdato in Italia – secondo gli investigatori – fu causa di dissidi all’interno dell’organizzazione e le divergenze sorte avrebbero portato all’omicidio di Nicola Annunziata, di 57 anni, avvenuto a Mugnano del Cardinale (Avellino). L’uomo morì il 4 maggio del 2015 dopo alcuni giorni di agonia. Per l’omicidio di Annunziata è imputato dinanzi all’autorità giudiziaria avellinese Luigi Bruno, 48 anni, di Sant’Anastasia (Napoli), arrestato ieri mattinai perchè ritenuto appartenente all’associazione criminale. Il 48enne era già detenuto. Assieme a Bruno sono finiti in carcere: Mario Sanges 55 anni di Napoli; Giovanni Esposito 55 anni di Pozzuoli (Napoli); Giuseppe Caputo, 60 anni di Vietri sul mare (Salerno) e Vincenzo Melisse, 51 anni di Castellammare di Stabia (Napoli).

Ai domiciliari sono finiti: Pasquale Liguoro,68 anni di Torre del Greco (Napoli) e Giovanni Piedepalumbo, 44 anni di Castellammare di Stabia (Napoli). Oltre al reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti sono stati contestati anche l’importazione della droga con l’aggravante della transnazionalità e l’utilizzo, per alcuni degli indagati, di falsi documenti. Il gruppo poteva vantare contatti con soggetti di nazionalità ispanica e colombiana, referenti per i fornitori d’oltreoceano, e con

soggetti bulgari, attivi per il tentativo di recupero della droga. I finanzieri hanno provveduto ad effettuare un sequestro preventivo di beni per un valore di circa 500 mila euro, tra cui aziende, quote societarie, conti correnti, autovetture e motocicli riconducibili agli indagati.

 

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