Traffico internazionale di droga inflitti 153 anni di carcere

Scritto da , 11 Maggio 2021
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di Pina Ferro

Traffico internazione di droga arrivano le condanne. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerrno Vincenzo Pellegrino, nella giornata di ieri, ha emesso la sentenza a carico dei numerosi imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito dell’abbreviato (rito che da diritto allo sconto di pena di un terzo) infliggendo 153 anni totali di carcere. Nel dettaglio il Gup ha inflitto: 1 anno e 8 mesi di reclusione a Alessio Cappetta; 2 anni e 6 mesi a Graziano Cappetta; 8 mesi a Paolo Cerasuolo; 8 anni e 8 mesi a Alfredo Cuozzo; 1 anno e 2 mesi a Filippo Cuozzo; 7 anni e 8 mesi a Cuozzo Gerardo; 11 anni a Johan Cuozzo; 8 anni e 4 mesi a Giuseppe De Santis; 20 anni e 8 mesi a Sabato Di Lascio; 12 anni e 4 mesi a Ermal Luku; 9 anni e 8 mesi a Ervin Maloku; 6 anni e 2 mesi a Antonietta Nicastro; 7 anni e 10 mesi a Fiorenzo Parrotti; 5 anni e 4 mesi a Luca Pizzolante; 5 anni a Antonio Ponzone; 9 anni e 4 mesi a Raffaele Poppiti; 15 anni a Cianciulli (portofranco) Alfredo; 8 anni a Marco Salvatore; 5 anni a Artur Tabaku; 8 anni e 8 mesi a Carmine Vece. Assolti Alessandro Rinaldi e Cuozzo Antonio. Il blitz scatto il 19 giugno dello scorso anno. Furono 26 le ordinanze di custodia cautelare eseguite. I reati contestati, a vario titolo, erano di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e dalla transnazionalità, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di arma, sostituzione di persona, uso di atto falso, falsità ideologica, favoreggiamento personale, ricettazione, minaccia e danneggiamento seguito da incendio. I carichi di stupefacente arrivavano direttamente dall’Olanda e dall’Albania per poi essere spacciati tra Salerno ed Avellino. Un fiorente mercato che all’organizzazione criminale, fruttava un fatturato circa 1,2 milioni di euro all’anno. La base del gruppo era, Acerno. Nella banda, i ruoli erano ben definiti, dalla parte contabile, alla parte organizzativa e gestionale, alla parte che si sarebbe occupata del reinvestimento dei capitali frutto della vendita di cocaina, hashish, marijuana e, soprattutto, amnesia. Il gruppo gravitava attorno a soggetti di peso nel mondo della criminalità, Alfredo Cuozzo e Sabato Di Lascio, entrambi con precedenti per stupefacenti e gravi reati contro la persona, considerati i promotori dell’organizzazione e che, con metodo mafioso, con minacce a atti violenti come l’incendio di auto, allontanavano spacciatori e organizzazioni rivali e imponendo prezzi e canali di approvvigionamento.

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