Tra Archeologia e storia dell’arte

Scritto da , 3 maggio 2016

Fuori dalla torre d’avorio un messaggio che dialoga e diviene identità e memoria comune e condivisa, raccoglie i finanziamenti ministeriali e diventa strategia per il territorio: la sintesi dell’eco culturale

 

Di AMBRA DE CLEMENTE

“Tra archeologia e storia dell’arte”, “Dalle ricerche della missione italiana a Festòs alla ‘classicità metafisica’ di Giorgio De Chirico”, questo il titolo della giornata di studi che nell’aula Nicola Cilento ha accolto in prima seduta gli studenti di Archeologia nell’ambito della giornata di studi organizzata per il Dottorato di Ricerche in Metodi e Metologie della Ricerca Archeologica e Storico artistica e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno. Nato negli ultimi anni come luogo di incontro teorico e di confronto con la filosofia e la storia dell’arte il Dottorato è formato da studenti selezionati. Una giornata che ha un taglio trasversale dal punto di vista cronologico, dall’età palaziale fino all’età contemporanea, una giornata che si chiude con De Chirico, i pittore italiano, ma greco d’adozione, che trasfigura in simboli metafisici il paesaggio fisico dopo l’incontro con l’io dell’artista. Le ricerche italo-greche a Faistòs tuttora in corso delineano i processi di trasformazione delle fasi abitative dal crollo del sistema palaziale dell’età del bronzo, fino all’esperimento del modello politico greco,   fino all’abitato di età romana ed al villaggio tardo-antico, arabo e bizantino, dalla fondazione di un importante monastero di età veneziana alle successive fasi di età ottomana. Creta e la Grecia sono l’universo di immagini a cui attingono i pittori fino alla trasfigurazione metafisica di Giorgio De Chirico che, originario di Volos in Tessaglia, qui riproposto come simbolo delle solide relazioni interculturali che collegano due grandi Paesi del Mediterraneo. Grande impegno ed entusiasmo da parte di Angela Pontrandolfo, che ha aperto le porte agli studenti delle lauree triennali e magistrali per un confronto diretto sulle tematiche e la professione archeologica per definire gli ambiti di intervento, rammaricandosi della scarsa partecipazione degli studenti del dottorato, tutti protesi nei loro studi specialistici. La giornata introdotta dalla voce commossa di Fausto Longo, docente di Urbanistica greca, per la Magistrale in Archeologia che ha seguito diverse tesi di laurea sull’argomento per il dottorato. Il Direttore del Dispac: Mariagiovanna Riitano ha appoggiato la missione unitamente all’ex direttore Menichetti ed Angela Pontrandolofo che coordinano il dipartimento. La Dottoressa Riitano ricorda il finanziamento del rettore dell’Università degli Studi di Salerno e del cofinanziamento del Ministero degli Affari estero per il progetto Festòs. “Moltissime iniziative hanno visto come protagonista il nostro dipartimento come la Mostra Mito e Natura realizzata in contemporanea con l’Expo e trasferita a gennaio a Napoli” Esclama. Faistòs è il fiore all’occhiello del nostro dipartimento, frutto di una sinergia della scuola di Atene e l’Eforia di Creta, Fausto Longo ha raccolto questa sfida, che è il luogo di coesione di altre Università: Università di Catania, Pisa, CNR per i carotaggi. L’Europa deve guardare al Mediterraneo per non perdere scommesse. Angela Pontrandolfo, dopo 40 anni di insegnamento registra una nuova apertura: “Bisogna abbattere le barriere burocratiche” e creare professionalità motivate ed un identità culturale. Percorsi di studio con diverso livello di formazione, ma con una sinergia tra gli operatori del dipartimento di scienze del patrimonio culturale, creando iniziative che tendano a mescolare i diversi gradi di formazione per creare una filiera per fare misurare l’università e farla crescere attraverso scambi e dialoghi e nuove ricerche. Le tesi devono dare innovazione per cercare uno spazio ma si deve aprire alla comunicazione per diventare un prodotto di qualità. La cultura umanistica si deve aprire alle discipline moderne, tecnologiche e manageriali con il District Databenc. Una società che produce arte è molto avanzata come forma di pensiero che diventa materia attraverso tecniche e competenze artigianali che si trasmettono attraverso la mobilità di artisti nell’età arcaica nel Mediterraneo come in altri comparti cronologici e culturali”. Alessandro Greco interviene con la storia romantica del sito. Un viaggio attraverso le leggende del mondo cretese e le immagini dell’arte, studi leggendari, epigrafici. L’ottocento della storia della ricerca con la favola suggestiva delle prime scoperte delle iscrizioni di Gorthina allo studio del territorio del palazzo. Il ricordo del passato invade il nostro cuore e l’eco della memoria reinterpreta i dati in sistemi più grandi e progetta il futuro e la nostra identità mediterranea.

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